venerdì 14 luglio 2017

Reato di Tortura

Vogliamo richiamare l'attenzione sulla grave contraddizione che potrebbe crearsi tra concreta applicazione del testo normativo e scopo della legge: adempiere agli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali. Le critiche alla legge in discussione, ribadite da ultimo in una lettera indirizzata ai parlamentari dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, non ci sembrano frutto di dissertazioni astratte né di speculazioni teoriche perché trovano un concreto riscontro nella nostra diretta esperienza di magistrati. È infatti indiscutibile che alcune delle più gravi condotte, accertate nei processi di cui si tratta, siano state realizzate con unica azione mentre il testo in esame alla Camera prevede che per esserci tortura il fatto debba essere commesso "mediante più condotte". E ancora, vi è tortura anche se la persona non è privata della propria libertà, come avvenuto nella Diaz, mentre "la norma impone la necessità di tale circostanza". Come non sarebbe applicabile "una condotta alternativa: l'agire con crudeltà. Si deve riflettere su questo paradosso: una nuova legge, volta a colmare un vuoto normativo in una materia disciplinata da convenzioni internazionali, sarebbe in concreto inapplicabile a fatti analoghi a quelli verificatisi a Genova che sono già stati qualificati come tortura dalla Corte Europea, garante della applicazione di quelle convenzioni. Sarebbe così disattesa anche l'esecuzione delle sentenze di condanna già pronunciate dalla Corte Edu nei confronti dello Stato Italiano
(Francesco Cardona Albini, Giuseppe Diomeda, Daniela Faraggi, Francesco Mazza Galanti, Patrizia Petruzziello,  Francesco Pinto, Vittorio Ranieri Miniati, Roberto Settembre, Salvatore Sinagra, Lucia Vignale ed Enrico Zucca)

venerdì 23 giugno 2017

John Fitzgerald Kennedy

Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana. 

giovedì 4 maggio 2017

13 Reasons Why


13 Reasons Why (13 - in Italia) è una perfetta fotografia della società attuale, un insegnamento e forse anche un monito, il tutto inserito in una serie televisiva ben girate e sceneggiata ancora meglio. Ho sentito dire da molti che andrebbe trasmessa nelle scuole, beh, personalmente penso che dovrebbe essere vista anche da molti adulti.

giovedì 26 gennaio 2017

Lettera di un cane da combattimento

 
“Caro umano, oggi è il mio ultimo giorno di vita. Domani mi faranno una puntura perché ho morso un bambino che ha provato ad accarezzarmi. Voglio dirti solo che, se mai fosse esistita una vera giustizia in questo mondo, oggi non sarei da solo ad essere soppresso ma saremmo stati in due. Sei il mio complice in tutto ciò, anzi tu hai una colpa in più: avrai anche la mia vita sulla coscienza…    Ti ricordi quando ero solo un cucciolo e tu mi hai portato a casa? Io volevo giocare e mordevo le tue mani e tu mi incoraggiavi a farlo. Appena sentivo qualcuno alla porta io abbaiavo invece tu mi insegnavi che dovevo stare in silenzio e attaccare. Poi, ogni volta che andavamo al parco, tu non mi facevi avvicinare agli altri cani. Io credevo che mi volevi bene e mi tenevi lontano da quelli che potevano farmi del male. Invece tu cercavi di farmi diventare feroce e cattivo.
Mi hai tenuto legato con una catena per tanto tempo. Mi sarebbe piaciuto anche a me avere una carezza ogni tanto o di dormire accucciato ai tuoi piedi. Ma no, queste cose a me erano vietate. Una volta mi hai portato in un posto strano. C’erano altri cani come me… e tutti noi stavamo in piccole gabbie. E due a due dovevamo affrontarci su un ring. La gente urlava intorno a noi e noi cercavamo di sopravvivere facendo fuori l’avversario.     Poi qualcuno mi ha salvato. Mi ha tolto da te e mi hanno portato in un canile. E io soffrivo perché mi mancava il mio capo branco. Ma poi una famiglia mi ha adottato. Ed io ero felice. Ma loro non potevano sapere cosa avevo nel mio cuore. E un giorno, il loro figlio si è avvicinato per farmi una carezza… ma teneva la mano come quando tu, il mio primo padrone, mi volevi colpire quando sbagliavo.
E io mi sono istintivamente difeso. E l’ho morso. Ho morso la mano che mi voleva accarezzare. La tua non la mordevo quando mi colpiva perché la temevo. Quando ho sentito l’odore di sangue ho affondato ancora di più i denti.    Il padre del bimbo è arrivato e mi ha colpito… e io ho lasciato la presa. Sono venuti alcuni uomini che mi hanno portato via. Ed eccomi qui… dietro le sbarre… ad aspettare che arrivi la mia condanna. Non ti odio per quello che mi hai fatto. Ma vorrei che tu capissi che non devi fare le stesse cose a un altro cane. Io domani morirò. Ma spero che la gente che leggerà le mie parole capisca che non ci sono cani cattivi ma solo proprietari sbagliati.
E spero che le mie parole le leggeranno in tanti.
Io ti perdono e ti ringrazio per avermi donato la vita ma anche per avermi aiutato a perderla.
Il tuo cane da combattimento.”
Fonte:  il mio cane è Leggenda