lunedì 30 novembre 2009

Video Clip (Senza Logica)


Qualche settimana fa, per la prima volta nella mia vita, mi è capitato di partecipare alla creazione di un video clip; "come???" direte voi, beh lasciatemi spiegare.

Il mio amore, oltre ad essere bellissimo, divertente, sexy, ecc... (sono un vero lecchino...:-D), si diletta anche nel canto; e dopo aver partecipato ad un concorso canoro, ha avuto la possibilità di incidere una sua canzone e di registrare un video clip per partecipare ad un programma televisivo.


Così, dopo aver scritto il testo e creata la melodia, si è rivolta ad un arrangiatore per completare l'opera. Devo dire, a mio modesto parere, che la canzone mi piace molto: ha un ritmo coinvolgente ed orecchiabile ed in più non è la solita canzoncina all'italiana.


Ultimata la canzone, si è passati alla registrazione del video; ancora una volta devo fare i complimenti al mio amore che ha avuto l'idea della location, dei costumi, dei balletti e delle scene da riprendere. Ovviamente nessuna delle persone che ha partecipato al video era un professionista; ed ovviamente tra i partecipanti c'ero anche io.


Inizialmente immaginavo una cosa molto alla buona, mentre, all'arrivo del furgoncino, mi sono subito dovuto ricredere; infatti è stato allestito un vero e proprio set: con luci, filtri, telecamera ad alta definizione, binari e carrello, ecc...

E' stata una bellissima esperienza, sia come comparsa, sia vedere il "dietro le quinte". Veramente bello ed interessante vedere tutto il lavoro che c'è dietro la videocamera (30 minuti di girato per ottenere 3.30 minuti di video).


Colgo l'occasione per ringraziare tutti i miei compagni di avventura e per fare i complimenti a tutti, ma sopratutto i complimenti vanno fatti alla "Star" che si è dimostrata a proprio agio davanti alla telecamera e che ha permesso tutto questo.

Lo so che ora sarete tutti curiosi, che vorreste vedere il risultato finale, ma, per ora, dovete accontentarvi di queste immagini in assoluta anteprima, ma vi prometto che a breve posterò il video...



E chi lo sa.... magari sarete testimoni, insieme a me, della nascita di una stella...





Ps: Ovviamente non sono mancati i momenti per fare i coglioni :-D





martedì 24 novembre 2009

Aiuto... l'uomo nero!!!!

Ieri sera mentre riportavo a casa il mio amore, ho visto un automobile ferma in mezzo alla strada con le quattro frecce accese. Ovviamente ho rallentato e dall'auto è uscito un ragazzo extracomunitario con un telefonino in mano.

La mia ragazza un po' impaurita mi ha chiesto di non fermarmi, ma io, in quei pochi secondi, mi sono immedesimato in quel ragazzo in difficoltà ed ho deciso di fermarmi. Appena abbassato il finestrino il ragazzo mi ha chiesto di parlare con la persona all'altro capo del telefono, per spiegarle dove ci trovavamo, perché nella sua auto c'era una ragazza che stava male. All'altro capo del telefono c'era il centralino del 118 che mi ha chiesto di indicare al ragazzo dove era la sede del 118 a Chatillon. Mentre glielo stavo indicando, un altra auto che veniva in senso contrario si è offerta di accompagnarli; così ringraziandomi il ragazzo è tornato in auto. Io ho ripreso la mia strada ed al mio ritorno ho visto l'ambulanza partire con dietro l'automobile del ragazzo.

Questa piccola avventura mi ha fatto pensare...."Quanti si sarebbero fermati?"

Pensando a quanti si fanno abbindolare dalle fesserie della televisione, a quanti si fanno terrorizzare dalle notizie che continuano a propinarci, la risposta è facile....praticamente nessuno....viviamo ormai in una società completamente terrorizzata da tutti e da tutto, siamo in una società che pensa all'individualismo, che non si preoccupa degli altri, anzi ne è terrorizzata, sopratutto se sono "diversi".

Di chi è la colpa di tutto questo???

Semplice... dei giornali, delle televisioni... in sostanza la mala informazione. Sono anni che ci terrorizzano con omicidi, rapine, furti. E come se non bastasse, negli ultimi anni questi reati sono stati attribuiti tutti ad extracomunitari, qualche volta persino maliziosamente. Mi spiace deludervi, ma come già detto in altre occasioni, i c.d. reati di strada sono in diminuzione e la maggior parte è commessa da italiani. Pensateci bene, per un negozio rapinato a quanti non succede nulla??? per una donna derubata, quante tornano a casa tranquillamente??? E' semplicemente statistica.

Quello che sta accadendo in Italia si chiama "politica del terrore"... si terrorizzano i cittadini per poter diminuire i loro diritti, per far approvare leggi canaglia senza che nessuno se ne preoccupi e per impedire che le persone si aggreghino per "ribellarsi".

Forse sarebbe il caso di fidarsi un po' di più del prossimo e pensare che quella persona in difficoltà potreste essere voi.

Pensateci... una civiltà moderna si fonda sulla solidarietà.

Ps: sarebbe interessante sapere se voi vi sareste fermati....fatemi sapere.

giovedì 19 novembre 2009

La Custode di mia sorella

Qualche giorno fa sono finalmente riuscito a vedere: "La custode di mia sorella", un film che stavo cercando da qualche mese.

Il film parla di Kate Fitzgerald un'adolescente innamorata della vita e colpita a pochi anni da una forma aggressiva di leucemia. La sua famiglia, partecipe e protettiva, combatte da sempre la sua battaglia. Sara, la madre, ha abbandonato lavoro e carriera per garantirle cure e sostegno, Brian, il padre, veglia sulla famiglia e cerca come può di contenere il dolore della figlia e l'ostinata determinazione della moglie davanti alla malattia, Jesse, figlio maggiore, è un ragazzo introverso e suo malgrado defilato, Anna, figlia minore, ha undici anni ed è stata concepita in provetta per "riparare" la patologia progressiva della sorella maggiore. Provata emotivamente e sfinita dal disinteresse della madre, sempre troppo concentrata su Kate, Anna denuncia i genitori e chiede l'emancipazione medica e i diritti sul proprio corpo. Il processo li dividerà fino a riunirli.

Il film è molto bello, e consiglio a tutti di guardarlo. La storia è toccante e molto commuovente.

In più questo film pone un quesito molto importante: "fino a che punto la scienza può travalicare la dignità umana?". Ritengo sia una domanda a cui difficilmente sarei in grado di rispondere.

Non saprei dire fino a che punto la scienza si possa spingere per salvare una vita, magari a discapito di un altra, o fino a che punto possa essere esteso il concetto di vita. Quel che è certo è che l'argomento è molto interessante e va approfondito...

Vero, forse creare un figlio in provetta come ricambio per un figlio malato è un po' troppo...ma se i "pezzi di ricambio" potessero essere creati in laboratorio???? o se si potesse evitare la nascita di figli con malattie genetiche???? fino a che punto la scienza si deve spingere????

Ai posteri l'ardua sentenza

martedì 17 novembre 2009

Full Metal Jacket


Dopo averne sentito parlare molto, ho deciso di guardare Full Metal Jacket

Il film, che ha come sfondo la Guerra del Vietnam, è diviso in due parti nettamente distinte: la prima ha come tema l'addestramento militare, mentre la seconda mostra i soldati in guerra.

Nel campo di addestramento dei Marines di Parris Island, nella Carolina del Sud, diciassette giovani civili vengono addestrati duramente alla guerra. Il severissimo sergente istruttore Hartman (R. Lee Ermey) tratta le reclute come animali avendo come solo obiettivo quello di trasformarli in perfetti strumenti di morte. A ognuno di essi Hartman conferisce un soprannome, talvolta ignobile e obbliga i soldati ad amare visceralmente il proprio fucile. Durante l'ultima notte al campo di addestramento, Palla di Lardo, un ragazzo tardo ad imparare le nozioni e la disciplina militare che a causa delle continue punizioni perde la ragione, spara una cartuccia blindata (Full Metal Jacket) al petto del sergente, uccidendolo all'istante, per poi suicidarsi con una fucilata in bocca.

La seconda parte si apre con Joker, una delle reclute, di stanza nel Vietnam mentre lavora per Stars and Stripes, un giornale militare statunitense. Stanco della monotonia delle retrovie e del peso della censura delle notizie, si fa spedire al fronte. Qui si unirà alla squadra dei "Porci Arrapati" comandata dal tenente "Mister Touch Down" dove troverà "Eightball", un afroamericano dal grande cuore, "Animal", uno spietato ma coraggioso guerriero, e soprattutto il soldato "Cowboy", suo amico dai tempi del corso di addestramento, che vedrà colpito a morte assieme a Eightball e Doc Jay da un cecchino nemico appostato in un palazzo semidistrutto. Joker e la sua squadra riusciranno a vendicare i compagni ferendo a morte il terribile cecchino che a sorpresa si rivela una giovanissima ragazza vietnamita. È Joker a dare il colpo di grazia alla ragazza col solo desiderio di non farla soffrire.

Nella scena finale i marines camminano per le buie vie di Hué city cantando la canzone di Topolino.

Devo essere sincero nel dire che il film mi ha lasciato molto sorpreso. Non posso dire che mi abbia esaltato ma neanche che non mi sia piaciuto. Eccezionale l'analisi che Kubrick fa della guerra. Il regista rappresenta la guerra come un evento che genera solamente assuefazione alla morte e disumanizzazione totale negli individui suoi protagonisti; ma analizza questo tema attraverso una trama molto slegata e discontinua.

La prima parte è molto divertente, per il linguaggio scurrile e per le aggressioni verbali del sergente istruttore, che catapultano le reclute in una situazione tragicomica con un crescere di emozioni che guidano lo spettatore fino all'apice del dramma con cui si chiude la prima parte.

Nella seconda parte, per contro, ci ritroviamo in un contesto totalmente nuovo e slegato da quello precedente...è come se lo spettatore si trovasse di fronte ad un nuovo film.

Sicuramente è un film toccante che mi ha colpito, ma non sono riuscito ad apprezzarlo in tutta la sua complessità

Ps: R. Lee Ermey è stato un vero sergente dei Marines. Inizialmente aveva il ruolo di dirigere l'attore che avrebbe dovuto strigliare i soldati, ma Kubrick lo scritturò dopo aver visto una videocassettain cui urlava insulti ed oscenità a dei soldati per quindici minuti di fila. Venne scelto anche per il suo caratteraccio: Ermey si lamentò che gli attori-soldati erano troppo rammolliti, e quando Kubrick non lo ascoltò urlò: "Alzati in piedi quando ti parlo!", e il regista immediatamente obbedì. Quell'episodio siglò la parte di Ermey nel ruolo di Hartman.

martedì 10 novembre 2009

Povero Cristo in mano a Berlusconi

"I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i "cristi immigrati", che parla di "difesa dei valori cristiani". Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova "Compagnia di Gesù" fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi la fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul "povero Cristo" di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di "nutrizione e idratazione", da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato "assassino" al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita.

Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!

Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: "Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno".

di Paolo Farinella, prete

giovedì 5 novembre 2009

L'Italia è uno Stato laico, che vi piaccia oppure no


Ormai è notizia ufficiale....i comunisti sono ovunque, tranne che nel parlamento italiano; ebbene si ora anche i giudici della Corte sui diritti dell'uomo sono dei mangia preti. Lo so, la mia è un facile ironia, ma ritengo che forse sia il caso di stemperare i toni.

Prima di affrontare l'argomento, forse è il caso di mettere ben in chiaro che si sta parlando di una questione di principio, molto ipotetica e poco pratica. Come se non bastasse la polemica è abbastanza futile perché in moltissime scuole/classi i crocifissi non ci sono, e questo non da fastidio a nessuno.

Tutto questo polverone nasce dal ricorso di Soine Lautsi, nata in Finlandia, ma da tempo cittadina italiana contra la presenza del crocifisso nella scuola frequentata dai figli; Lautsi spiega così la sua scelta
"Non voglio irritare nessuno ma il crocifisso si porta dietro tante cose negative, a cominciare dalla discriminazione delle donne e degli omosessuali" (Come darle torto)
Tutti i giudici italiani gli anno risposto picche, quindi ha pensato di rivolgersi alla corte di Strasburgo, la quale ha accolto il ricorso della donna...
"Non siamo in grado di comprendere come l'esposizione delle scuole statali di un simbolo di una data confessione possa servire al pluralismo educativo"
Ed ancora...
"Il crocifisso non può rimanere nelle scuole perché l'esposizione obbligatoria di simboli religiosi viola la libertà dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni e potrebbe essere fastidiosa per ragazzi che praticano altre religioni o sono atei"


Detto questo, vorrei fare con tutti una piccola riflessione, partendo dall'art 7 della nostra Costituzione. Il primo comma riconosce l'indipendenza reciproca dello stato e della chiesa: nessuno dei due può interferire nell'ordinamento dell'altro. Sono due ordinamenti separati indipendenti e sovrani, con proprie norme che possono anche essere divergenti: la valutazione di uno stesso comportamento umano da parte dei due sistemi non necessariamente coincide. In poche parole viene sancita la laicità dello Stato, laicità ribadita dalla Corte Costituzionale che l'ha inclusa fra i principi supremi dell'ordinamento costituzionale italiano ( ricavandolo oltre che dall'art 7, anche dagli art 2, 3, 8, 19 e 20).

A questo vorrei aggiungere che la presenza del crocifisso nella aule non è prevista da alcuna legge dello stato, ma solo contenuta all'interno di 2 regi decreti di epoca fascista (n. 965 del 30 aprile 1924 e il n. 1297 del 26 aprile 1928), che tra l'altro, la Consulta ha ritenuto dispositivi amministrativi senza forza di legge e che forniscono solo indicazione per gli arredi delle scuole, peraltro in parte non attuali e superati (sempre loro....quei maledetti comunisti della Consulta). Come se non bastasse anche una circolare ministeriale, precisa che non è obbligatorio il crocifisso nelle aule.

Personalmente ritengo che la fede e le convinzioni religiose appartengono alla sfera personale e non vanno coltivate a scuola, luogo in cui si dovrebbe fare altro. La religione è una questione che pertiene alla coscienza privata, la scuola non deve entrare in questa sfera; mentre i singoli devono ritenersi liberi di esprimere la propria identità culturale e religiosa anche attraverso l'utilizzazione dei segni di appartenenza resta esclusa che i simboli di una confessione religiosa possano essere autoritariamente esposti nella sfera pubblica istituzionale.

Ritengo che sia più che giusto che un genitore non voglia che a suo figlio venga mostrato un simbolo che rappresenta valori molto discutibili come: l'omosessualità è una malattia, la donna è inferiore, non si devono usare i preservativi, ecc... E non venite a dire che fa parte della nostra tradizione, perché fa parte della nostra tradizione anche la Mafia...

Molti sostengono che la croce richiami l'identità nazionale, la difesa dell'italianità, anche se le reali motivazioni sono altre, per molti è un simbolo dietro il quale nascondersi per paura dell'immigrazione e dell'islam.



In paesi europei come la Francia e la Germania i crocifissi in classe non ci sono, questo vuol dire che hanno perso la loro identità cristiana??? E' indubitabile che la predicazione della croce può raggiungere il mondo intero ed ha qualcosa da dire a tutti, ma dire che tutti sono obbligati a credervi e sottostarvi sarebbe sbagliato, sopratutto perché la croce è un simbolo ambiguo sotto il quale si sono uccise molte persone.

C'è chi dirà che i musulmani a casa loro non ci farebbero togliere un bel niente...partendo col presupposto che loro non centrano nulla; i loro non sono stati laici, anzi le leggi degli stati mussulmani si basano sul Corano...quindi l'esempio non regge...Peggio ancora se cominciate a parlare di burca o ramadam, infatti la Corte non ha vietato a nessuno di indossare simboli di appartenenza ad una confessione religiosa, come il burca, ha semplicemente detto che questi simboli non possono essere imposti, venendo affissi in luoghi appartenenti alla sfera pubblica.

Sono d'accordo con chi si indigna, perché questa questione sta facendo troppo "rumore" e che i problemi sono altri... ma ricordatevi cari lettori che in Italia le altre confessioni religiose sono piccole minoranze che non portano voti...

E' triste sentire tutta questa indignazione per un simbolo e non sentirla per una ragazzo morto in prigione in circostanza alquanto "dubbie"

Ma cosa volete, io sono il solito comunista mangia preti