giovedì 16 dicembre 2010

Il Sistema B. ha vinto ancora

Ancora una volta il sistema Berlusconi ha vinto, 314 a 311, per soli 3 voti il governo Berlusconi ottiene la fiducia anche dalla Camera dei deputati, dopo averla già ottenuta al Senato. Il sistema, non proprio ortodosso (per non essere volgare), di Berlusconi di fare politica ha ancora una volta dato i suoi frutti, nonostante gli scandali ed i festini con le minorenni, nonostante il numero 2 della vecchia Forza Italia sia stato condannato per mafia ed accusato di essere il tramite tra politica e mafia, nonostante nessuno dei previsti punti del programma elettorale sia stato attuato (diminuzione delle tasse, grandi opere, abolizione delle province, ecc…), nonostante tutto questo il sistema Berlusconiano ha catapultato gli italiani in un torpore intellettuale e di coscienza che ci fa sopportare tutto senza battere ciglio.

Apatia che fa pronunciare parole del tipo: “Ma si, sono tutti uguali”; “ma tanto rubano tutti”; “tanto a puttane ci vanno tutti”.  Stato vegetativo così avanzato che nessuno è saltato sulla sedia quando ha visto che due esponenti dell’Italia dei Valori hanno saltato le barricate e, pentiti durante il loro pellegrinaggio a San Paolo Imi, hanno votato la fiducia, o che 3 esponenti di spicco del neonato futuro e libertà siano mestamente tornati all'ovile sotto promessa di presunti sottosegretariati o aiuti a presunte attività famigliari (questo è quello che si vocifera). In sostanza un governo nato per affari personali, con soldi sudici resta in piedi grazie a corrotti e corruttori.

In molti si chiedono: “Ora che ci aspetta?”…

La cosa certa è che con 3 voti di differenza non si può governare, quindi allo psico nano non restano che due possibilità: o fare in modo che le sirene Berlusconiane attirino nelle acque del popolo della libertà Casini e la sua UDC oppure aprire ancora il suo portafoglio e comprare deputati come i bambini fanno con le figurine.

Altrimenti l’unica strada percorribile sono le elezioni, ma in questo caso i problemi non sono finiti, anzi. Infatti, con l’attuale legge elettorale basterebbe una maggioranza minima per ottenere un cospicuo premio di maggioranza e governare tranquillamente. Quindi a Mr. B. potrebbe bastare l’alleanza con il fidato amico leghista (che otterrà un notevole aumento di voti) e con i movimenti del Sud; soprattutto perché verrebbe affrontato da un terzo polo uscito con le ossa rotte da questo voto parlamentare (e soprattutto con un Fini ormai alla frutta e politicamente finito) e da un Pd letteralmente sfaldato e massacrato da correnti interne (Veltroni, Bersani, i Rottamatori ed da un esterno Vendola).

In sostanza ho ci troveremmo di fronte ad una nuova tornata elettorale dove Mr. B. correrà contro se stesso oppure questa crisi finirà a tarallucci e vino... tanto agli italiani non interessa.

Sarebbe bello se per una volta qualcuno si alzasse a dire: “Basta… la politica non è un lavoro, ma una vocazione, i politici devono fare il bene del paese e non il loro, io non ci sto più” e molto probabilmente se questa cosa fosse detta da tante voci in coro sempre più numerose, magari, qualche cosa potrebbe cambiare, ma d'altronde i politici di un paese sono lo specchio della popolazione, quindi noi siamo proprio come chi ci governa e quindi ci meritiamo i nostri governati.

Voglio concludere con un’ultima cosa. Premetto che personalmente condanno ogni forma di violenza, che in nessun caso si deve percorre quel tipo di strada, perché la violenza genera soltanto altra violenza, e che condanno apertamente ed esplicitamente la guerriglia di Roma (sopratutto perché non fa altro che delegittimare un movimento di protesta legittimo e corretto),  ma quando si sentono queste affermazioni.



E Berlusconi dire: “I veri studenti sono a casa a studiare”.

E poi si vedono queste immagini:

Sia chiaro non mi riferisco alla pistola, ma al fatto che un finanziere viene sottratto all'aggressione e riaccompagnato nelle sue fila, da un presunto black block




Si ha un classico esempio della Politica Chez M.B.

mercoledì 1 dicembre 2010

Il treno valdostano non può fare più ciuf ciuf

Come tutti saprete, sono due i principali presupposti dietro ai quali è stata chiesta l’autonomia valdostana e su quali si fondo lo statuto speciale valdostano. Il primo è il bilinguismo e la cultura “mista” valdostana, da mantenere e preservare; il secondo è la difficoltà di vita in un territorio montano, sia a livello comunicativo, che di trasporti, che climatico, ecc… in sostanza, vivendo in un territorio “ostile” le famiglie sono sottoposte a costi superiori e per questo vanno aiutati; vedi buoni della benzina o bon de chauffage (che peraltro dal prossimo anno non saranno più concessi a tutti n.d.r.).

(ovvio la mia è una reinterpretazione semplicistica)

Ovviamente siete tutti a conoscenza del fatto che a causa della crisi e della conseguente nuova finanziaria ed a causa degli interventi anti concorrenza sleale della comunità europea,  “l’indipendenza” della Valle d’Aosta viene notevolmente strozzata.

Come dice un famoso criminologo: “tenetevi a mente questa storia che rivedremo più avanti

Nel corso degli anni, l’amministrazione pubblica valdostana non si è mai curata di modernizzare la nostra linea ferroviaria che, come tutti saprete, vanno ancora a gasolio; ed ora a causa dell’ammodernamento della stazione torinese di Porta Susa, i treni valdostani non potranno più transitarvi.


Lasciatemi spiegare meglio… Dal 13 dicembre i locomotori diesel dei treni valdostani non potranno più transitare per Porta Susa (ora diventata sotterranea). Si pensava potesse essere sufficiente dotare i locomotori di filtri attivi antiparticolato o di cappe aspiranti, ma i test fatti hanno dimostrato che i treni diesel provocano un inquinamento rilevante (cancerogeno) che mette a rischi la salute dei passeggeri e di chi lavora in stazione.

Ed ecco il genio del Napoleone con i sabot… ecco che il suo piano machiavellico portato avanti per anni, in segreto, da i suoi frutti… Con un astutissimo barba trucco (non modernizzare la linea ferroviaria) è riuscito a dimostrare che la vita valdostana è durissima, che non possiamo neanche andare in treno a Torino e che quindi abbiamo ancora bisogno di ingenti aiuti… bravo Giulio Cesare con la camicia di flanella l’autonomia è salva…

Scusate un momento… mi sta arrivando una comunicazione dalla redazione…………………no, non ci credo…………davvero???…………..non è possibile…………………

A quanto pare non è stato un piano perfettamente riuscito, non era tutto pianificato… è stata l’ennesima pirlata della nostra Amministrazione… i pendolari valdostani dovranno o scendere ad Ivrea /Chivasso per cambiare treno, o a Chivasso verrà sostituita la locomotiva (non è ancora stata presa una decisione in merito)…. PERFETTO

Vorrà dire che i pendolari valdostani andranno a Torino in aereo, visto che per le ferrovie i soldi non si sono trovati, ma per l’aeroporto se né sono trovati e come….

Dal vostro Rompiscatole e tutto passo e chiudo.

giovedì 25 novembre 2010

Guida in stato d'ebbrezza... rieducare o punire?

Tutti ne avrete sentito parlare o ne avrete letto da qualche parte, mi sto riferendo alle modifiche al codice della strada, ed in particolare all’art. 186 che riguarda la guida in stato di ebbrezza.


Art. 186.
Guida sotto l'influenza dell'alcool
1. E' vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.
2. Chiunque guida in stato di ebbrezza e' punito, ove il fatto non costituisca più grave reato:
a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All'accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
b) con l'ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l'arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
c) con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida e' raddoppiata. La patente di guida e' sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se e' stata applicata la sospensione condizionale della pena, e' sempre disposta la confisca del veicolo con il quale e' stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter.
2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell'articolo 186-bis sono raddoppiate ed e' disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida e' sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. E' fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222.
2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo e' il tribunale in composizione monocratica.
2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti.
2-quinquies. Salvo che non sia disposto il sequestro ai sensi del comma 2, il veicolo, qualora non possa essere guidato da altra persona idonea, può essere fatto trasportare fino al luogo indicato dall'interessato o fino alla più vicina autorimessa e lasciato in consegna al proprietario o al gestore di essa con le normali garanzie per la custodia. Le spese per il recupero ed il trasporto sono interamente a carico del trasgressore.
2-sexies. l'ammenda prevista dal comma 2 e' aumentata da un terzo alla metà quando il reato e' commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7.
2-septies. Le circostanze attenuanti concorrenti con l'aggravante di cui al comma 2-sexies non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa. Le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante.
2-octies. Una quota pari al venti per cento dell'ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l'aggravante di cui al comma 2-sexies e' destinata ad alimentare il Fondo contro l'incidentalità' notturna di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni.
3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi l e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità' fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.
4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d'incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psico-fisica derivante dall'influenza dell'alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l'accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.
5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l'accertamento del tasso alcoolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. Copia della certificazione di cui al periodo precedente deve essere tempestivamente trasmessa, a cura dell'organo di polizia che ha proceduto agli accertamenti, al prefetto del luogo della commessa violazione per gli eventuali provvedimenti di competenza. I fondi necessari per l'espletamento degli accertamenti di cui al presente comma sono reperiti nell'ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all'articolo 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144 Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell'articolo 187.
6. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato e' considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.
7. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente e' punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale e' disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto e' commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, e' sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito della visita medica.
9. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 e 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ferma restando l'applicazione delle sanzioni di cui ai commi 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all'esito della visita medica di cui al comma 8.
Ma oltre a questo inasprimento delle pene, uno delle novità più importanti è quella introdotta dal comma 9 bis dello stesso articolo.
 9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi e' opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un'attività' non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione e' ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell'esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, dell’entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della misura di sicurezza della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta.

In sostanza è stata introdotta una sorta di “pena alternativa”. Chi viene beccato a guidare brillo potrà evitare la confisca del mezzo e la multa se il suo comune di residenza o i comuni all'interno della sua provincia di residenza avranno aderito alla convenzione con il tribunale per lo svolgimento dei lavori socialmente utili.

Questo comma si è attirato molte critiche, soprattutto da parte di coloro che lo considerano uno stemperamento delle sanzioni. Infatti, questi critici, considerano l’inasprimento delle sanzioni per la guida in stato di ebbrezza un atto dovuto e giusto e che ha contribuito incisivamente sulla diminuzione degli incidenti stradali e sulle c.d. vittime del sabato sera.

A rafforzamento della loro teoria, i critici, snocciolano le cifre del rapporto Istat-Aci relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2008 ,le quali ci dicono che nel 2008 si sono verificati circa di 220 mila incidenti stradali, che hanno causato oltre 310 mila infortuni e quasi 5 mila decessi. Ma che, rispetto al 2007, si segnala un miglioramento: gli incidenti, infatti, sono diminuiti del 5,2%, i decessi del 7,8% e i feriti del 4,6%. Inoltre, continua il rapporto, a fronte di un aumento del parco veicolare del 17,7%, dal 2000 al 2008, in Italia, gli incidenti sono passati da 256.546 a 218.963 (-14,6%), i morti da 7.061 a 4.731 (-13,7%) e i feriti da 360.013 a 310.739 (-33%). Miglioramenti sono stati registrati, anche, per l’indice di mortalità (numero di decessi ogni 100 incidenti), passato dal 2,8% del 2000 al 2,2% del 2008, e per l’indice di gravità (numero di decessi ogni 100 infortuni), passato da 1,9% a 1,5%.

Ho anche avuto l’occasione di chiacchierare con uno dei detrattori di questo comma, il quale mi ha candidamente ammesso di considerare questa norma un errore ed un incitamento alla guida da sbronzi, sostenendo che il problema della guida in stato di ebbrezza riguarda principalmente i giovani che purtroppo sono anche i protagonisti/vittime delle stragi del sabato sera, e che il depotenziamento del deterrente rappresentato dalle sanzioni previsto dalla legge con questa iniziativa, potrà portare anche qualche facile consenso ma si trascinerà dietro anche il peso delle possibili/probabili conseguenze.

Come se non bastasse ha criticato duramente, anche, la conversione del giorno lavorativo in valore pecuniario dell’ammenda (250 €) sostenendo che nessuno guadagna 250 euro al giorno, e che applicarlo anche per dei giovani, magari ancora studenti o in cerca di lavoro, è di fatto una cancellazione della sanzione.

Personalmente non voglio giudicare o dare ragione a chi e pro o contro questo comma, quello che mi preme è provare a fare un’analisi concreta spiegandovi il mio pensiero da ragazzo, da automobilista e da giovane giurista.

Da ragazzo che vive la “notte” (questa frase fa molto Lucignolo, manca solo la telecamera mossa alla cazzo di cane) risulta immediatamente evidente che i giovani percepiscono con maggior timore il fatto di mettersi alla guida dopo aver bevuto (da qui i dati sopra citati), ma il maggior timore che serpeggia tra i giovani non è dovuto all'inasprimento delle sanzioni punitive, ma al fatto che finalmente le forze dell’ordine eseguono i controlli appropriati sugli automobilisti applicando così la legge. Non sono le maggiori punizioni ad intimorire, ma il fatto che ora sia molto più difficile farla franca.

Da giurista mi preme spiegare che i c.d. lavori socialmente utili sono stati introdotti già con la legge del 2000, che ha attribuito la competenza penale al Giudice di Pace prevedendo quale forma di pena i l.s.u. Detto ciò, deve risultare chiaro a tutti, che la concessione di queste pene alternative è ad esclusiva discrezione del tribunale/giudice di pace, il che implica che saranno i giudici a stabilire se questa sostituzione sia applicabile e per conseguenza decadono molti dei timori di diminuzione della deterrenza, soprattutto se si considera il fatto che sono rarissimi i casi in cui i l.s.u. vengano concessi in sostituzione.

Per concludere vorrei evidenziare che ci troviamo di fronte alla solita vecchia diatriba tra chi ha una concezione punitiva della pena e chi invece vede la pena come una forma di rieducazione.  Infatti, i detrattori del comma 9 bis vedono l’art. 186 come una punizione che deve atterrire i possibili rei in modo da non farli commettere il reato. Secondo me invece le punizioni devono prima di tutto educare, ed è per questo motivo che considero l’inserimento dei l.s.u. come pene alternative alla guida in stato di ebbrezza un atto dovuto di estrema civiltà e coscienza civica e giuridica. Dico questo per alcune semplicissime ragioni.

In primo luogo ritengo molto più educativo (per esempio per un ragazzo giovane) dover lavorare, magari in associazioni contro l’abuso di alcool o di sostegno per le vittime della strada, che subire una sanzione pecuniaria (che quasi sicuramente pagherà papà). Come se non bastasse le sanzioni pecuniarie così elevate, rischiano di mettere in ginocchio molte famiglie, o peggio ancora le stesse famiglie si ritroverebbero in estrema difficoltà nel reperire i soldi per pagarle, o nel caso più estremo di non essere in grado di sostenerne le spese.

Per spiegarmi meglio… immaginate una famiglia media che si trova ad avere un figlio trasandato (per usare un eufemismo) e per colpa di questo si vedono costretti a pagare una multa esorbitante che li metterà in difficoltà per diversi anni; non sarebbe più logico che il figlio si assuma le responsabilità del suo comportamento lavorando in modo da ripagare il suo “debito con la giustizia” e, magari, imparando i pericoli che ha corso guidando ubriaco?


Si è sicuramente tutti d’accordo sul fatto che nessun lavoratore guadagna 250 € al giorno, ma si deve allo stesso modo essere realisti ad indicare l’applicazione di una pena attuabile (non si può pretendere che uno svolga per molti anni un l.s.u.), altrimenti diventerebbe esagerata ed ingiusta e perderebbe tutto il suo valore.

Personalmente ritengo l’inasprimento delle sanzioni, un fenomeno tipicamente italiano, atto a placare la ferocia dell’opinione pubblica. In molti casi, sarebbe meglio guardarsi tra le tasche e far applicare ciò che si ha piuttosto che sventolare terrore e paura.

Una legge/regola può anche essere buona, ma se non viene applicata difficilmente darà risultati.

Dal vostro Rompiscatole e tutto passo e chiudo

giovedì 11 novembre 2010

Belle idee, ma nella pratica è solo fumo negli occhi

Il primo comandamento di tutte le pubbliche amministrazioni è quello di sventolare risultati per accaparrarsi voti; ovviamente il mio comune non è da meno. In questi mesi i giornali hanno parlato di 3 grandi novità per il comune di Chatillon, mi riferisco alla rotonda all'uscita dell’autostrada, alla fontana d’acqua gassata e ai 15 minuti di parcheggio gratuito. Tutti progetti e risultati buoni all'apparenza, ma ad una lettura più approfondita si evidenziano delle crepe… ma andiamo con ordine.

Da anni si parla della rotonda all'uscita dell’autostrada di Chatillon, rotonda che con un progetto faraonico dovrebbe comprendere anche l’uscita della strada che arriva dalla stazione. Qualche settimana fa i giornali valdostani, per voce del primo cittadino, parlavano di realizzazione imminente. “FINALMENTE” ho esclamato, e credo che voi abbiate fatto lo stesso; quella si che è una rotonda di cui si sente la necessità, non come le 2 appena prima dell’IPRA o quella all'entrata del paese (rotonda che per altro mette in tremenda difficoltà anche gli autisti dei pullman), per non parlare di quella prima del cimitero. Quindi tutto apposto, applausi al comune ed al suo primo cittadino!!! Si, se non fosse che grazie ad un’interpellanza regionale del consigliere di minoranza Chatrian si è scoperto che non c’è nulla di definitivo e che non è neanche stata fissata la data di inizio lavori, per non parlare del fatto che mancano ancora gli accordi fondamentali per la realizzazione dell’opera. Quindi direi bene ma non benissimo.

Tutti avrete letto della volontà del comune di Chatillon di piazzare (anche se non si sa ancora dove) un distributore di acqua gassata e non, prelevata direttamente dall'acquedotto comunale, depurate e venduta a 5 centesimi al litro, seguendo l’esempio di alcuni comuni piemontesi. Idea sicuramente eccellente e di grandi prospettive che potrebbe portare un risparmio nelle tasche dei contribuenti, sia per quanto riguarda lo smaltimento delle bottiglie di plastica, che verranno direttamente riutilizzate dai cittadini, sia per quanto riguarda il costo annuale di ogni famiglia per il consumo d’acqua (anche se, in base alle statistiche, il risparmio ammonterebbe a 90 € l'anno, costando, l'acqua, in media 0,40 € al litro e stimando che ogni famiglia consuma all'incirca 155 litri d'acqua all'anno. Lasciatemelo dire, risparmio non molto sostanzioso). Anche in questo caso ci troviamo di fronte a problematiche che nella realtà non sono state considerate. Non voglio, in questo post, discutere se sia il comune a doversi occupare di queste cose o se sarebbe stato meglio affidarlo ad un appalto ed ad una gestione privata (su questo se ne potrebbe parlare allungo, anche perché lo sapete bene che sono un malinconico comunista). Il vero problema è di tutt'altra specie; siamo sicuri che i soldi che il comune spenderà per realizzare quest’opera (circa 12.000 €) non sarebbe stato meglio spenderli per qualche cosa di più utile??? Siamo così sicuri che la necessità dei castiglionesi sia l’acqua??? Non sarebbe stato meglio spendere quei soldi per realizzare aree verdi o strutture sportive all'aperto per l’aggregazione giovanile???(Chatillon ne è praticamente sprovvisto e quelle che possiede sono fatiscenti), oppure per finanziare associazioni che operano e sviluppano il paese??? (vedi centro giovani costretto in un angolo per mancanza di fondi); per non parlare della biblioteca, ormai obsoleta, o di utilizzare tali fondi per concedere delle agevolazioni per gli artigiani locali, ecc…?  Inoltre non so quanto potrebbe essere utile una fontana d’acqua a pagamento quando basta andare a Pontey per averla gratis. Come se non bastasse non ci troviamo in una grande città e di conseguenza l’acqua del rubinetto è bevibilissima ed anch'essa gratuita. Sono anche disposto ad accantonare tutte queste perplessità, ma una domanda nasce comunque spontanea: “Che senso avrebbe un solo distributore per tutto il territorio di Chatillon???” Se si volesse investire su questa idea si dovrebbe mettere un distributore ogni punto nevralgico del paese, in modo da consentire ai cittadini di usufruire del servizio senza nessuna difficoltà; un solo distributore a cosa servirebbe??? Ovviamente solo una ridottissima percentuale della popolazione ne potrebbe usufruire, restando per gli altri una soluzione del tutto indifferente, e di conseguenza inutile.

L’ultimo specchietto per le allodole è stato quello di regalare ad ogni cittadino 15 minuti di parcheggio gratis al giorno. “Ma come?”, vi starete chiedendo, “quella è una grandissima proposta”, ed, in effetti, ad una prima lettura l’ho pensata come voi, ma poi mi sono fatto due calcoli, calcoli che ora vi invito a fare insieme a me. A Chatillon la sosta oraria costa 60 centesimi, quindi 15 minuti gratis equivalgono a 15 centesimi. Quindi se si suppone che un cittadino parcheggio una volta al giorno ogni giorno dell’anno, avrà un risparmio annuo di circa 50 € l’anno (in questo calcolo non si tiene conto di tutte le domeniche ed i giorni festivi in cui non si paga). Questo sarebbe un’agevolazione per il cittadino secondo voi??? Ma l’assurdità della proposta non finisce qui, infatti, per usufruire del minutaggio gratuito si dovrà richiedere una tessere che costa 30 € il che permetterebbe al cittadino di ammortizzarne il costo in 6 mesi e mezzo, ciò vuol dire che dovrà passare metà anno prima che il vantaggio diventi realmente concreto (no comment). Ovviamente a questo si deve aggiungere il prezzo che l’amministrazione comunale dovrà sborsare per riprogrammare i parchimetri, prezzo che ricadrà sempre sulle tasche dei contribuenti.

Spero che per questo post non ci siano di nuovo riunioni straordinarie o minacce velate, ma che quello che ho scritto possa servire all'attuale amministrazione come critica costruttiva per potersi migliorare e se così non fosse, e qualcuno si offendesse lo stesso, mi spiace per lui, ma non farà altro che dimostrare la sua piccolezza (in questo caso non mi riferisco all'altezza di nessuno).

Mentre voi, miei cari lettori, spero che queste mie parole vi servano ad aprire un po’ gli occhi in modo che la prossima volta possiate controllare da soli se sotto il fumo c’è anche l’arrosto.

Un saluto dal vostro Rompiscatole che sta scrivendo dalla sua nicchia di protesta dove regnano libertà e democrazia… passo e chiudo.

giovedì 4 novembre 2010

Laureato e adesso???

Finalmente è finito, è stato un percorso lungo e difficile, ma anche divertente. Malgrado ci sia stata qualche gufaccio del malaugurio mi sono laureato in giurisprudenza, ed ho chiuso questo capitolo della mia vita.


(Dottoooooore… Dottooooore… Dottore del buco del cul… vaffancullll, vaffancull)

Lo so, queste poche righe non potranno mai rappresentare appieno i miei anni all'università, con queste poche righe non potrò mai raccontarvi tutte le mie esperienze ed i miei aneddoti, ma questo è un post auto celebrativo e di conclusione. Autocelebrativo perché mi sembra giusti menarmela un po’… BRAVISSIMO MI SONO LAUREATO, C’E’ L’HO FATTA (applausi). Di conclusione perché alla fine di un viaggio c’è sempre il momento dei saluti, degli addii e dei ringraziamenti.

Prima di tutto voglio dire ADDIO alla città che mi ha fatto da casa per questi anni, un addio perché malgrado Pavia sia stata una città meravigliosa, nonostante il clima ostile (di inverno la nebbia e l’umidità; e d’estate il caldo torrido e le zanzare), per studiare e “fare vita universitaria”, ritengo che mi abbia dato tutto quello che poteva darmi.

Un altro ADDIO (e questo di cuore) lo devo dare all'università degli studi di Pavia… è stata un’esperienza unica e per fortuna irripetibile, sicuramente in futuro rimpiangerò quei giorni, ma per ora posso solo dire FINALMENTE E’ FINITA… finalmente basta trovare lungo gratuitamente.

ADDIO anche al mondo universitario, un mondo assurdo, burocratico, demagogico che fa di tutto per complicare la vita agli studenti e per spillargli più soldi possibili.


Un ovvi ADDIO anche a tutti gli Wannabe… dovete arrendervi non siete di Milano vi tocca vivere a Pavia :-D

Un ADDIO anche a tutti quei compagni di corso che hanno condiviso con me gioie e dolori, terrore e felicità durante le lezioni o gli esami, tutti quelli di cui non ricordo il nome ma con cui ho scambiato due parole per stemperare la tensione e per avere informazione sui corsi.

Un saluto particolare e un grazie alla mia compagnia universitari, che non elencherò, perché di sicuro dimenticherei qualche nome, con cui ho condiviso momenti unici ed ho vissuto esperienze meravigliose. Nel particolare voglio salutare e ringraziare Luca, il Pizzo e Cesco con cui ho instaurato un amicizia più profonda, con cui ho condiviso aperitivi, feste e scorribande… grazie di cuore.

Un saluto lo devo rivolgere anche a tutti gli amici di Pavia, come Pison, Elena, Arianna, Serena, Alessandra, Phil, il Carbo… mitiche le nostre serate cineforum, o le feste devasto, o i nostri pokerini… per non parlare degli aperitivi e le cene.

Ed infine un ringraziamento a P.E. (piccole esteta) al secolo Simo. Grazie a te ho vissuto esperienze spettacolari, come quella di partecipare alla realizzazione di un film o gli aperitivi con il mitico scopino; grazie a te ho passato dei momenti unici che non dimenticherò mai. Anche se non ci conoscevamo da tanto in poco tempo sei diventato un grande amico che mi è stato vicino nei momenti difficili e con cui ho fatto festa con la F maiuscola. Sei stato e rimarrai un vero amico.

Ora che questo capitolo è concluso non mi resta che prepararmi a buttarmi a capofitto nelle nuove avventure che mi si prospettano. Chi sa dove mi porterà questo nuovo viaggio… magari all’ombra della Mole.

lunedì 18 ottobre 2010

Hockey Gladiators

Domenica scorsa sono andato al pala ghiaccio di Aosta a vedere il ritorno del grande Hockey.

Ebbene si, a quanto pare Aosta ha di nuovo una sua squadra. I Gladiators sono stati formati sulle ceneri del vecchio Courma-Aosta, tanto è vero che molti giocatori dei leoni giallo-neri hanno ricominciato a solcare il ghiaccio con le nuove casacche.

Da bambino mio zio mi aveva portato a vedere i Leoni in Serie A e quindi ho deciso di ritornare a vedere questo sport, che da un certo punto di vista mi appassiona, ma che non ho mai seguito tanto.

La partita non è stata bellissima, troppo forti gli aostani (la partita è terminata 10-3, se non sbaglio), ma è stata molto coinvolgente ed adrenalinica sin dalle prime battute con l’entrata dei padroni di casa preceduta dallo spegnimento delle luci, da un conto alla rovescia e dalle note di We will rack you dei Queen.


Anche se non conosco bene le regole mi sono appassionato. Meravigliosa la velocità e lo stile, bellissime alcune azioni manovrate, ma sopratutto, super la “violenza gratuita”. Si, l’hockey è uno sport abbastanza violento e cattivo... il che mi piace parecchio.  Ragazzi, non potete immaginare che legnate, soprattuto da parte degli aostani, nettamente più aggressivi.



Idolo incontrastato il numero 80 (se non sbaglio) dei Gladiators... ha infilato due o tre legnato da vera merda.... prima sbattendo con le due braccia la testa dell’avversario contro le balaustre, poi colpendo volontariamente un avversario con la mazza sotto la cinta e nello stomaco, non contento ha provato ha colpire un avversario in faccia col disco e per concludere ha provato a colpire gli avversari in panchina con la mazza.... Ovviamente quando gli avversari si sono lamentati si è tolto il casco, i guanti, ha posato la mazza e gli ha guardati dicendo :”fatevi sotto”...

Bello veramente bello, cercherò di andare a vedere più partite possibile, perché malgrado si giochi sul ghiaccio è uno sport caldissimo.

 Ps: visto così mi sembra uno sport molto completo dove non conta solo la forza fisica, ma anche l’agilità, l’elasticità, il coraggio e l’intelligenza... direi che se smettessi con la palla a spicchi mi darei alla legnate sul ghiaccio... unico intoppo: “NON SO PATTINARE”

sabato 9 ottobre 2010

Finalmente

Sono seduto alla mia scrivania davanti al mio computer, quel computer che è stato un fedelissimo collaboratore nella creazione del mio blog. Con molta probabilità a breve lo manderò in pensione, ma mi sembrava giusto accomiatarlo con un ultimo pezzo.

Potrei scrivere di tante cose... potrei parlare della riforma del ministro alla dIstruzione, potrei parlare dell'attentato (a mio parere fasullo) al direttore di Libero, potrei commentare le ultime dichiarazioni del presidente del consiglio, potrei parlare della morte di Sarah Scazzi uccisa e violentata due volte, prima dallo zio e poi dai media, che non hanno fatto altro che mettere in piazza la vita di una ragazzina.

Potrei scrivere anche guardando nel mio piccolo orticello... in questo caso potrei esprimere la mia delusione nel non essere riuscito ad iscrivere la mia squadra di basket al campionato federale, potrei commentare gli ultimi progetti del mio comune, ecc...

Ma, in questo preciso momento una solo cosa mi ha toccato profondamente, il che ha fatto passare in secondo piano tutte le altre. Finalmente ho finito, ora è ufficiale il 20 o 21 o 22 ottobre mi laureo....

ERA ORA

Ps: Lo so sono un fottutissimo egoista

sabato 2 ottobre 2010

Istruzione = parcheggio ad ore in attesa di occupazione

Vista la mia attuale situazione, mi trovo a dover, inevitabilmente, affrontare il sistema d’istruzione italiano. Non voglio addentrarmi nei risvolti della riforma Gelmini, voglio analizzare l’evoluzione dell’istruzione italiana.

Prima delle due grandi guerre l’istruzione dei cittadini era una cosa superflua che in pochi, se non pochissimi, potevano permettersi. L’analfabetizzazione era dilagante, quello che importava era lavorare ed in media l’istruzione minima garantita arrivava fino alla 2° o 3° elementare.

Col passare degli anni si è cominciato a capire l’importanza dell’istruzione nella formazione di una persona e quindi si è arrivati a garantire la 5° elementare a tutti… solo alcuni, generalmente i più benestanti, proseguivano la loro formazione. Mano a mano che l’Italia usciva dalla grande depressione ed il benessere della popolazione cresceva, anche il livello dell’istruzione aumentava, ormai per tutti o quasi, il traguardo era la terza media.

Verso la metà degli anni ‘80 lo sviluppo economico italiano aveva cominciato a rallentare, ma nel complesso c’era un buono stato di benessere che ha permesso alla grande maggioranza dei ragazzi di raggiungere e terminare le scuole superiori. E’ vero, qualche ragazzo che terminava gli studi in 3 media per lavorare c’era ancora e qualcun’altro frequentava l’università, ma nel complesso il traguardo era la "maturità".

Ritengo, ed è una mia personalissima idea, che questo fosse la situazione ideale. Un minimo di istruzione veniva garantito a tutti, erano coperte tutte, o quasi, le fasce di lavoro ed i più bravi potevano accedere a posizioni di prestigio con l’università.

Poi però è accaduto qualche cosa. Il diploma ha perso il suo valore e le università hanno spalancato le loro porte (sia economicamente che di livello). Siamo arrivati ad un punto in cui tutti, o quasi, per lo meno, iniziano l’università; il che a mio modesto parere ha due fondamentali conseguenze. La prima è la scomparsa dei “mestieri”, nessuno vuole più fare l’idraulico, il muratore, il falegname, ecc… la seconda è la svalutazione della stessa laurea, il che ha reso, per molti, quasi obbligatorio un master, una scuola di specializzazione o un dottorato di ricerca.

PERCHÉ’ STA SUCCEDENDO QUESTO??? PERCHE’ I PERIODI DI FORMAZIONE SI ALLUNGANO???

Io ho una mia personalissima teoria al riguardo (premetto che è una teoria molto semplicistica). Il crollo di quello che possiamo chiamare sistema universitario si è verificato quando le università sono state trasformate in delle para aziende dove gli studenti non sono altro che merce… più studenti = più soldi, più gli studenti stanno nel sistema universitario = più soldi.

Fino a questo punti il discorso regge, ne converrete tutti quanti… ma perché tutti o quasi studiano per così tanto tempo??? La risposta a questa domanda è ancora più semplice e banale… l’università e i “master” non sono altro che dei parcheggi (carissimi) a ore per i giovani che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro… ebbene si, a mio parere, l’istruzione ad oltranza può essere considerato un metodo machiavellico per combattere la disoccupazione. Lo so sembra assurdo, ma è così… L’equazione è semplice… si è allungata l’aspettativa di vita, quindi i lavoratori devono lavorare per più anni per poter pagare le pensioni e di conseguenza i giovani non possono entrare subito nel mondo del lavoro; quindi si è dovuto trovare un parcheggio in attesa che i posti di lavoro si liberino.

E’ vero il discorso in realtà è molto più complesso e ci sono un’infinità di variabili da prendere in considerazione, ma estrinsecato e decontestualizzato è allo stesso modo molto semplice…

In Italia abbiamo trasformato l’istruzione in uno dei mezzi per combattere la disoccupazione. Che dire un altro classico esempio di POLITICA ALL'ITALIANA.

venerdì 24 settembre 2010

Perle

Ecco alcuni stralci del nuovo libro “Perle – 280 sublimi strafalcioni scolastici ovvero c’è del genio nell’ignoranza crassa” di Gianmarco Perboni (pseudonimo) che ho trovato sull’inserto del Corriere della Sera “SETTE”.

·        Lucia fu rapita dall’Anonimato
·        Il Franchismo prende il nome dal dittatore Pippo Franco
·        Così parlò Kamasutra
·        Ai posteriori l’ardua sentenza
·        Un referto archeologico
·        Si approssima per decesso
·        Martin Lutero, altrimenti conosciuto come Martin Luther King
·        Martin Lutero è stato il primo presidente americano di colore
·        Negli USA regnava il partito repubblicano
·        Nella Divina Commedia i dannati all’Inferno subiscono la pena del contrabbasso
·        Le prime opere che Manzoni scrive dopo la morte sono…
·        I babilonesi vivevano all’interno dell’Eufrate in un paese pieno di tigri
·        Gli indiani d’America che scamparono al massacro furono messi nelle conserve
·        Le cere vegetali sono quelle che vengono estratte dai vegetali, come la cera d’api
·        Solgenitsin viveva in Russia in un gulasch
·        Il fondamento delle evoluzione è che un organismo vivo ha più probabilità di riprodursi di un organismo morto
·        Il primo principio della dinamica dice: “Prima che un corpo si muova, sta fermo”
·        Un corpo immerso in un liquido si bagna
·        Prof: “come si chiama la valvola che si trova nel collo?”; studente: “il clitoride”
·        Studente: “dopo la fine della guerra ci furono molti eventi bellici”; Prof: “Vorrai dire prima della fine”; Studente: “No, dopo. Voglio dire, ci furono questi avvenimenti belli… insomma dei festeggiamenti”
·        La genetica ha compiuto molti passi avanti anche grazie agli studi di Rita Levi di Montalcino
·        Aperta parentesi grappa
·        Gli Etruschi fondarono la Fiorentina

Se sono cose realmente accadute NO COMMENT

giovedì 16 settembre 2010

Power Balance

E’ uno degli accessori più di moda di questi tempi ed è soprattutto l’accessorio più discusso…vero o falso, bufala o prodigio chi può dirlo????

A quanto pare questo bracciale di silicone oppure di neoprene ha inseriti due ologrammi che, a contatto con il campo magnetico del nostro corpo, stabilizzano quest'ultimo equilibrandolo in una frequenza fissa. Il “Power Balance” o “EFX” promette, se indossato, di migliorare equilibrio, forza e flessibilità. La spiegazione del meccanismo fornita da chi lo vende è la seguente: “Il corpo umano funziona attraverso una serie di onde elettromagnetiche. Questo biocampo-magnetico si chiama comunemente "aura" e circonderebbe il nostro corpo. L'aura, per qualcuno, influenzerebbe il nostro rapporto con gli altri e con la natura. La tecnologia Power Balance, è una sorta di ologramma realizzato con alcuni metalli che riescono a portare la frequenza della propria aura al livello SRF (Schumann Resonating Frequency) di 7,8 hertz che è la frequenza caratteristica del campo magnetico terrestre”... insomma in poche parole l'uso di questo semplice oggetto potrebbe riequilibrare il soggetto che lo indossa.

Ovviamente anche io, nonostante il mio innato scetticismo, mi sono lasciato contagiare da questo fenomeno ed ho deciso di comprarne uno, più perché mi piaceva il braccialetto, che per i tanto millantati effetti. Ovviamente io l’ho comprato poche settimane fa su  e-bay per 12 € e non per gli spropositati 40 €  che tutti dicono (d'altronde lo sapete che sono un taccagno), ma vi assicuro che è l’originale prodotto dalla Power Balance Italy.

Chi mi conosce sa bene che sono assolutamente scettico su tutte queste cose esoteriche, magiche, ecc… ma sono rimasto colpito dallo svolgere i tre semplici esperimenti che il produttore del bracciale ti consiglia di fare per testarne l’efficacia. Le prove sono le seguenti:

Prova n. 1
Mettere la “cavia” a piedi pari in piedi e con le braccia rigide distese sui fianchi, con le mani rivolte verso la schiena e messe a scodella (come per prendere i piedi di uno che vuole usarci come scaletta per capirci) e premere con il pugno su una delle loro mani messe a "scodella".

Prova n. 2
Sempre a piedi pari e con le braccia aperte a "T" questa volta “l’esaminatore” con la forza di un solo dito  preme sulla punta di una mano della "cavia".

Prova n. 3
La “cavia” mette le mani dietro la schiena unite a scodella mente “l’esaminatore” preme con un pugno sulle due mani.

Ebbene provando questi “esercizi” senza braccialetto dopo una lievissima pressione si perde l’equilibrio, mentre ripetendoli con il braccialetto è molto più difficile perdere l’equilibrio. Lo so, sembra assurdo, sono io il primo a non credere a questa cosa dell’aurea, ma facendo queste prove il risultato è evidente. Ad onor del vero ho indossato il braccialetto anche mentre ho praticato sport ed in questo caso non ho notato nessuna differenza.

Secondo Walter Santilli, ordinario di Fisiatria all'Università La Sapienza di Roma: “È una cosa che sa di new age o esoterismo spinto ma non obbedisce ad alcuna legge o attività scientifica accertata. Noi fisiatri abbiamo spesso a che fare con malati che hanno disfunzioni di questo tipo. Quando ci si collega al sito della Power Balance ci appare un ologramma, un disegno, che secondo l'azienda stimolerebbe il sistema biologico in modo tale da migliorare le performance. A questo punto il quesito del medico è questo: come può un disegno produrre effetti magnetici e influenzare l'organismo umano? Se davvero fosse così scomparirebbe tutta la medicina riabilitativa”. Per quanto riguarda la presenza di grandi atleti fra i testimonial del braccialetto e il grande sfoggio dell'accessorio anche ai recenti campionati europei di atletica leggera a Barcellona, fra campioni di forza, equilibrio e coordinazione, Santilli trova una possibile spiegazione nell'effetto placebo: “In medicina è studiato da molto tempo, come reazione dell'organismo alle suggestioni. Succede che una persona che non riesce a raggiungere una certa prestazione, con un placebo non raggiunge magari proprio quella prestazione, ma si migliora di molto”.

Effetto placebo, magia o magnetismo, non sono assolutamente in grado di dire chi ha ragione o chi no, resta il fatto che chiunque provi i test ne rimane sbalordito (l’ho fatto provare a quasi tutti i miei amici).

Come detto non mi sento di rispondere alla domanda con cui ho iniziato questo post, ma cedo la palla all'Antitrust (Autorità garante della concorrenza) la quale ha avviato un'istruttoria per una «possibile pratica commerciale scorretta» nei confronti delle società che distribuiscono il prodotto che promette "forza ed equilibrio". In base al procedimento avviato dagli uffici dell'Autorità le due società produttrici (Power Balance e di Sport Town) dovranno fornire un'idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa «l'istantanea efficienza dei sistemi elettronici chimici e biologici dell'individuo» e dovrà essere provata l'assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possano derivare dall'uso dei prodotti.
Quindi non ci resta che aspettare.

giovedì 26 agosto 2010

BALCONING

A quanto pare basta attribuire un suffisso inglese ad un’emerita minchiata per trasformarla in un fenomeno di culto. A cosa mi riferisco? Beh semplicemente ad un giovane che torna in albergo, dopo un pomeriggio o una notte trascorsi a bere e forse a consumare droga, sale in camera e poco dopo lo si ritrova qualche piano sotto, ai piedi del balcone della sua stanza. A volte ha solo lesioni lievi. Ma le ferite possono essere serie, anche molto serie ed in alcuni casi, per i meno fortunati, il salto non lascia scampo… ecco questo è il BALCONING… (il salto dai balconi, per provare emozioni forti dopo una notte in discoteca).


Il fenomeno non è nuovo ed arriva dalla Spagna. Negli ultimi cinque anni sono stati registrati negli alberghi delle Baleari, in media, una decina di casi all'anno con sette morti dal 2008. Quest’anno, ci riferisce El Pais, il fenomeno è in crescita, infatti, dai primi di giugno si sono verificati circa 30 incidenti, di cui tre in sole 36 ore. In quattro circostanze, due in un hotel di Maiorca e altre due ad Ibiza, l’epilogo è stato tragico

"Lo vediamo da alcuni anni, ma quest'anno la situazione sta peggiorando", ha affermato un receptionist di un hotel di Alcudia. "Sono ubriachi e drogati. Se li sorprendi mentre lo fanno, ti dicono che hanno perso le chiavi della stanza. Ma la maggior parte delle volte lo fanno perché vogliono andare sui balconi delle stanze delle ragazze o perché si vogliono gettare direttamente in piscina", continua il dipendente dell’albergo che ricorda, anche, un episodio in cui “un giovane si è danneggiato seriamente la sua colonna vertebrale dopo essersi tuffato di testa in una vasca profonda meno di mezzo metro credendo che fosse una piscina”.

In sostanza la palese dimostrazione che la teoria dell’evoluzione di Darwin è sbagliata. Ora, come accade sempre, tutti ad accanirsi contro il consumo di alcolici, ma ritengo che le cause vadano ricercate altrove, probabilmente all'interno di una società che si sta devolvendo e collassando su se stessa. Una società in cui l'etica del consumo ripropone modelli di divertimento che diventano sfide alla vita; una società che ha completamente perso ogni tipo di valore e rispetto; una società che elegge eroi e idoli discutibili; una società in cui i genitori fanno i figli ed i figli i genitori; una società in cui i giovani hanno tutto e subito, in cui non si deve lottare per nulla, in cui vengono bombardati, sin dalla tenera età, da qualsiasi tipo di informazione ed immagine sino a desensibilizzarli ed a renderli sterili; una società che ha elevato il mito della trasgressione oltre i limiti dell’intelligenza umana.

Ormai questa è la generazione dell’esagerazione, sono invecchiati i giovani della gioventù bruciata, è maturata la generazione X, ma nessuna delle due epoche è mai scesa così in basso, con così tanti picchi di squallore sociale come l’attuale D-generation.

Quest’involuzione sembra ormai inarrestabile, quando si pensa di aver toccato il fondo si continua a scavare. Ci troviamo di fronte ad un nuovo medioevo, soprattutto dal punto di vista culturale, ci troviamo davanti ad una nuova forma di “analfabetizzazione” dove il sapere e la cultura vengono stigmatizzate e dove chi pensa con la sua testa viene emarginato.

Come direbbe il nostro presidente del consiglio (volutamente scritto in minuscolo) “questa è la società del fare”, ma se prima di fare no si pensa, è un attimo diventare la società del fare male. (lo so, anche questa volta una stoccata al Silvio nazionale... che ci volete fare sono un comunista malinconico)

Ormai è un susseguirsi di notti bianche, rosa, a pallini, con una sempre più bassa qualità di iniziative culturali… quello che conta è esagerare fino a che non sorga il sole e per qualcuno, senza fare troppi catastrofismi o moralismi, il sole, se va bene, è quello delle lampade dei pronto soccorso.