giovedì 25 febbraio 2010

Che L'Argentino


Ebbene si dopo parecchio tempo mi sono deciso di guardare il film “CHE L’ARGENTINO”. Ero molto scettico, perché credevo fosse un mattone indicibile, invece l’ho trovato molto interessante.

Che l’Argentino è un film biografico del 2008 diretto da Steven Soderbergh, basato sulla vicenda del rovesciamento della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto "Che" Guevara, interpretato da Benicio Del Toro, e un gruppo di esuli cubani guidati da Fidel Castro, nel 1956. Il film è ispirato dal libro "La Guerra Rivoluzionaria a Cuba" scritto dallo stesso Ernesto Guevara.

Il film parla delle tappe della rivoluzione cubana, dal principio, ovvero quando Ernesto Guevara e Fidel Castro si conobbero in Messico ad una cena organizzata da un comune amico. Il fattore scatenante del desiderio rivoluzionario di Fidel Castro fu il colpo di stato organizzato nel 1952 dai vertici delle Forze Armate Cubane ed in primo luogo dal generale Fulgencio Batista: da quell'atto brutale e criminale nasce il progetto di dar vita ad una rivoluzione facendo leva sul malcontento del popolo cubano per liberare Cuba dalla dittatura e da un governo corrotto ed assoggettato agli interessi nordamericani sull'isola caraibica. Si ripercorrono tutte le tappe e le battaglie più importanti, a partire dallo sbarco a Cuba dello yacht Granma a Playa de Las Coloradas, che portarono il Che fino a Santa Clara, penultimo passo verso la vittoria rivoluzionaria della guerriglia guidata da Fidel Castro.

Una delle parti che ho preferito è quella riguardante il discorso che il Comandante Che Guevara ha fatto all'assemblea dell’ONU.


Lo so, penserete che sono il solito comunista, ma ne consiglio la visione, soprattutto per conoscere qualche cosa in più su uno dei personaggi più controversi degli ultimi anni…Rivoluzionario o Terrorista, Comandante o Assassino, Filosofo o Folle, Politico o Combattente, Icona o Demone???? Non mi interessa sapere come la pensiate, ma ritengo che prima di giudicare si debba sapere….

Hasta Siempre Comandante 

venerdì 19 febbraio 2010

Perché San Remo è San Remo...


Mercoledì ho avuto il piacere di accompagnare la mia dolce metà, per un "concorso canoro" a San Remo... no, non pensate subito in grande, è vero, era il fine settimana del Festival, ma il "concorso" era una manifestazione che si svolgeva all'interno del evento Festival di San Remo, e si chiama "Casa San Remo Sound Check". Così sveglia alle 5 del mattino e partenza per la Liguria alle 5.30. Ovviamente non potevamo scegliere giornata peggiore ha diluviato tutto il giorno.

Il viaggio è trascorso piacevolmente, non fosse che il mio amore, malgrado per km i cartelli annunciassero forte vento, ha aperto la porta dell'automobile, durante la nostra sosta per fare colazione, senza tenerla con forza. Il risultato è stato che per un pelo Anna non è stata sbalzata fuori dall'auto, la portiera si è spalancato di colpo, mancando per pochi centimetri l'auto vicino e a causa della forza si è rotta l'apertura intermedia della portiera :-( (di sicuro ora si arrabbierà :-D)

Arrivati a San Remo abbiamo parcheggiato l'auto ed in attesa del "concorso" abbiamo visitato la mostra del Festival e sorpresa delle sorprese... c'era esposta la coppa del mondo.



Verso le 11 ci sono stati consegnati i pass e siamo entrati a "Casa San Remo", l'equivalente di casa Azzurri per i mondiali.

Insieme ad Anna hanno cantato altri due ragazzi, uno dei quali era il cugino di Gigi D'Alessio, il quale è stato "lecchinato" da tutti: produttori e giornalisti, sicuramente per arrivare al più famoso cugino. Una scena a dir poco raccapricciante. Durante l'esibizione di Anna sono stato avvicinato dalla presentatrice la quale mi ha chiesto se ero il suo manager.... ahahahahahah......

Finita l'esibizione ci siamo fatti un giro per San Remo, aspettando le 15.00, ora in cui Anna avrebbe dovuto sostenere un intervista. Personalmente ho trovato la città parecchio brutta, per non parlare dell'Ariston... sembra il peggio cinema di periferia di una grande città. Ovviamente ho avuto "il piacere" di vedere da vicino alcuni personaggi noti o presunti tali. Ho visto Arisa, è veramente brutta, ho visto Dj Alvin, ho avuto il dispiacere di vedere Emanuele Filiberto, ho visto gli scomparsi Jalisse, ho visto Solange e ho visto anche la D'Addario...

A pochi minuti dall'appuntamento ci siamo avvicinati alla zona delle radio, dove Anna avrebbe dovuto sostenere l'intervista... e subito ci è balenata una domanda: "Quale di queste radio farà l'intervista?"
Beh, nessuna di queste... la radio che avrebbe dovuto svolgere l'intervista, che poi è saltata a causa di problemi tecnici, era questa:


Saltato l'appuntamento ci siamo diretti di nuovo verso Casa San Remo,  dove il regista ed organizzatore della manifestazione ci aveva promesso un altra intervista. Ovviamente prima di giungere a destinazione abbiamo schivato il gran numero di persone "buffe" che si aggirano nella città, e che ovviamente attaccavano tutte bottone con me. Per rendere bene l'idea, uno di questi personaggi non faceva che ripetere: "IO PRRRRRRREFERRRRISCO LA TERRRRA"; mentre un altro minacciava in continuazione di morte le forze dell'ordine.

Una volta tornati a Casa San Remo non si poteva non notare il gran numero di telecamere, radio e televisioni di tutti i tipi e di tutte le categorie...Un di queste; la famosissima radio/televisione di Roma, Bla Bla Bla :-D ha intervistato il mio amore. Durante l'intervista si è verificato un fatto alquanto bizzarro, che mostra che tipo di popolo siamo. Nel giro di pochi minuti si era assiepata una piccola folla alle spalle del cameraman che stava riprendendo il mio amore; ma non solo la gente ha cominciato anche a farle delle foto.....ASSURDO. Solo per il fatto che una persona venga ripresa da una telecamera la gente suppone che si tratti di un personaggio famoso.

Non solo, il fatto che una radio/televisione Laziale si presti ad intervistare una cantante (perdonami amore) di dubbia fama, mi fa pensare che le interviste basta chiederle, e che in questo mondo funziona così, la cosa importante è apparire e sponsorizzarsi a tutti i costi. Mi è anche tornato alla mente un servizio delle Iene che faceva sovente Enrico Lucci, quando andava in giro per le feste e le persone gli chiedevano di essere intervistate.

Finita l'intervista abbiamo ripreso l'auto e ci siamo incamminati verso casa...Nel complesso è stato una bellissima esperienza

lunedì 8 febbraio 2010

Tribunale dei suicidi

Legalizzare l'eutanasia attraverso l'istruzione di "tribunali per i suicidi" è la proposta choc dello scrittore inglese Pratchett colpito da Alzheimer. Il tribunale dovrebbe servire ad esaminare i casi dei malati terminali e a dare il permesso legale di porre fine alla loro vita.

Il tribunale potrebbe assistere il malato ancora in fase di lucidità mentale, e aiutarlo a scegliere il modo di porre fine dignitosamente ai propri giorni prima del degradare della malattia. La commissione presente nei tribunali dovrebbe essere composta da medici ed esperti legali, in modo da sollevare i famigliari dall'onere della decisione.

Lo scrittore ha sostenuto la sua proposta con un discorso che ho ritenuto molto toccante:
Se sapessi di poter morire in ogni momento in cui lo desidero, improvvisamente ogni giorno acquisterebbe il valore di un milione di sterline. Se sapessi di poter morire, vorrei vivere. La mia vita e la mia morte sono una mia scelta. La malattia che mi ha colpito non rende l'esistenza degna di questo nome. Dobbiamo puntare ad una vita buona, ricca e ben vissuta, e alla sua fine nella dolcezza della propria casa, in compagnia delle persone che ci amano. Una morte che vale la pena morire.

Questo è quello che accade nel Regno Unito, mentre in Italia stravolgiamo il significato stesso della parola "testamento biologico"... Non solo i francesi ci hanno superato come esempio di civiltà, ora anche gli inglesi. 

venerdì 5 febbraio 2010

Bamboccioni

Spett. ministro Brunetta

Io sono quello che Lei e Padoa Schioppa hanno simpaticamente definito un "BAMBOCCIONE", sono uno di quelli, che Lei, con ironia e per provocazione, vuole fare uscire di casa a 18 anni. Con altrettanta ironia io potrei dirLe di tornare nella terra di mezzo oppure di salutarmi grande puffo quando lo vede, ma penso che l'argomento da Lei sollevato vada trattato in modo serio.

Io ho 26 anni, vado per i 27, sono laureato in scienze giuridiche e sono un laureando in giurisprudenza; ahimè sono fuori corso, sicuramente anche per colpa mia, ma anche grazie ad un sistema universitario che col, per fortuna eliminato, 3+2 mi ha fatto perdere un anno, perché non avendo finito tutti gli esami entro ottobre del terzo anno, non mi ha permesso di iscrivermi alla specialistica. Non solo, il tempo viene sperperato anche a causa delle ridottissime sedute di esami e dalla difficoltà di trovare un docente che ti possa seguire per la tesi.

Come se non bastasse, si sta diffondendo in tutte le facoltà una sorta "obbligo di frequenza", non legale, ma sostanziale. Infatti in moltissimi esami sussiste una netta distinzione tra studenti frequentanti e non frequentanti, sopratutto per quanto riguarda la dimensione della mole di studio. Questo ovviamente rende molto più difficoltoso la possibilità di trovarsi un lavoretto. Come se non bastasse qualsiasi percorso di studio non termina con l'università, ma continua con master o tirocini vari, praticamente obbligatori per poter entrare nel mondo del lavoro, ed ovviamente non retribuiti.

Come me, potrei citarle tantissime altre storie di ragazzi che sarebbero ben contenti di andarsene di casa, ma che non possono farlo, perché non c'è lavoro, perché si devono accontentare di piccoli lavoretti, perché gli affitti sono alle stelle, io a Pavia pagavo 440 € per un monolocale. E' questo il principale motivo per cui nessuno fugge più dal "nido".

Quindi forse, prima di "accusare" o fare proposte ridicole, come i 500 € per i giovani tolte dalle pensioni degli anziani, sarebbe il caso di riformare il sistema d'istruzione italiano, migliorandolo, abolendone le lungaggini ed avvicinandolo al mondo del lavoro. In Italia abbiamo bisogno di proposte serie, non di battute o provocazioni; quindi la smetta di fare il giullare e si dia da fare per risolvere i problemi.

Detto questo, vorrei fare due conti in tasca ad un ragazzo medio, in modo da renderLe più chiara la situazione. Gli affitti si aggirano intorno ai 500 € al mese; a questo vanno aggiunte le varie bollette, circa 100 € al mese e circa 300 € al mese di spese varie, arriviamo ad un totale di 900 € al mese. Detto questo, un ragazzo medio, per fortunato che sia, sarà assunto, per 6 mesi a tempo determinato con una retribuzione che varia dai 500 ai 900 € al mese. Ora, siccome lei è un esimio professore, mi spieghi come un giovane possa andarsene di casa e sopravvivere. Ovviamente il tutto diventa ancora più complicato se un ragazzo decide di iscriversi all'università.

E' vero, che alcuni ragazzi riescono a laurearsi ed a lavorare nello stesso tempo, e che molti non se ne vanno di casa per comodità, ma si fidi che la maggioranza non abbandona il nido perché non può farlo. 

Vorrei chiudere la mia lettera, ironizzando, come tanto piace fare a lei. Ho saputo che potrebbe candidarsi come sindaco di Venezia...beh, stia attento all'acqua alta.

Distinti saluti

Cristiano Pivato

lunedì 1 febbraio 2010

Prendere o Lasciare

Forse parlarne ora ha poco senso, visto che il programma è stato cancellato, forse ha ancora meno senso perché a tutti fa piacere vedere un bel sedere che ondeggia o una bella donna provocante semi svestita. A cosa mi riferisco???? beh al programma che andava in onda fino a sabato scorso alle 20.00... "PRENDERE O LASCIARE".

Chi mi conosce sa benissimo che sono tutto fuorché un bigotto e che sono il primo a trovare inutile ed insensata un certo tipo di censura che viene praticata nella televisione italiana. Ma dato che viviamo in uno stato dove vengono censurate scene di sesso (vedi AVATAR), dove determinati programmi che utilizzano un linguaggio forte o delle immagini crude vengono spostati ad ore assurde, dove persino i cartoni animati vengono censurati ed i programmi d'inchiesta slittano in terza serata a causa dei loro contenuti, vi sembra normale trasmettere all'ora di cena queste immagini?



Certo immagini interessanti :-D, ma non penso sia normale visto il comportamento che "la censura" ha nei confronti degli altri programmi... sarebbe interessante capire in base a quali criteri una cosa può passare in fascia protetta oppure no...

Non voglio stare qui a soffermarmi sui vari risvolti socio culturali che questo tipo di immagini possono avere sulle generazioni future, ma quel che è certo è che ritengo queste immagini un po' eccessive, sopratutto se trasmesse all'ora di cena... come la nostra società anche la televisione sta degenerando

Paranormal Activity

Ieri sera ho visto "Paranormal Activity", il film che ha terrorizzato gli Stati Uniti, il film che non ci farà più dormire, il film che ha fatto uscire Spielberg dalla sala prima della conclusione... beh è UNA BOIATA PAZZESCA.

Un ora e mezza di nulla assoluto, e ve lo dice un che tende a farsela sotto guardando un film dell'orrore. Nessuna paura, nessun salto sulla sedia, niente di niente, l'unica tensione è quella che ti suscita l'aspettativa, creata dal clamore mediatico, che accada qualche cosa di terrificante, che ti sciocchi... ma non succede nulla.

In assoluto una bruttissima copia di "The Blair witch project". I due film si assomigliano soltanto per la tecnica di ripresa, quella in stile amatoriale, e per il tentativo di far credere allo spettatore che si tratti di una storia vera; tentativo ottimamente riuscito con "la strega di Blair", ma miseramente fallito col suo "clone" dei giorni nostri. La credibilità della storia è immediatamente compromessa dall'assurdità di alcune reazioni e di alcune situazioni, totalmente innaturali, ma sopratutto dalla mancanza del passa parola su internet.

Infatti molto prima dell'uscita di The Blair witch, su internet si era scatenato il tam tam sulla storia di quei ragazzi dispersi nel bosco, dipinto sempre come una fatto realmente accaduta; il che ha insinuato nello spettatore il dubbio che la storia potesse essere vera. Mentre per Paranormal Activity nulla di questo è stato fatto, l'unico lancio pubblicitario sono state le parole del padre di Indiana Jones, parole, per altro viziose, in quanto il famoso regista ha comprato i diritti del film.

Il film è un perfetto stereotipo del fantasma che perseguita la donzella innocente; infatti la c.d. presenza sospira, apre e chiude le porte, vive in soffitta, si manifesta solo di notte, ecc...

Il film è vuoto, privo di colpi di scena e con una storia del tutto banale e prevedibile. Non si assiste mai ad un escalation di eventi che ti incollino allo schermo o ti terrorizzino, anzi le scene di ipotetica tensione sono brevissime ed intervallate da lunghi minuti di nulla. Potrei addirittura azzardare che a tratti il film è persino noioso.

In sostanza TANTO FUMO MA NIENTE ARROSTO