lunedì 31 maggio 2010

The day after election

Avevo scritto un bellissimo post per aprirvi gli occhi, e non solo, sulle elezioni comunali; ma a causa dei miei impegni non sono riuscito a postarlo ed è ora e a far compagnia alle cartacce nel cestino. Certo è che molto di quello che avevo scritto è assolutamente riutilizzabile, solo che essendo “postumo” non può far altro che farmi montare il disappunto.

Ormai è chiaro a tutti, Calza è il nuovo sindaco di Chatillon e la sua coalizione ha vinto con uno scarto di 300 voti sulla lista civica del sindaco uscente, che io non ho mai nascosto di appoggiare. La lista civica ha perso, malgrado la presenza di gente di spessore, tra cui molti giovani e molte donne, che per altro sono andati molto bene in sede di preferenze. Ha perso al cospetto di un agglomerato di partiti (Union Valdotaine, Federtion, Stella Alpina, PD… Lega Nord e PDL hanno fatto lista a parte, ma erano quasi riusciti a trovare un accordo di massa che però poi è caduto a causa del rappresentante PDL che non è stato molto accorto nel bluffare), ha perso al cospetto di un sindaco inesperto (non ha mai fatto parte dell’amministrazione comunale) e soprattutto al cospetto di un sindaco IMPOSTO. Chiamatelo burattino, fantoccio, figlioccio, non mi interessa, quello che è sconcertante è che l’Empereur, o se preferite chiamatelo Rolly, si è potuto permettere di imporre la candidatura di un sindaco, senza che nessuno battesse ciglio.

Beh qualcuno che ha accennato una protesta c’è stato, sembrava quasi volesse rompere, o per lo meno salvare la propria dignità (visto che il sindaco doveva essere lui, per meriti ed esperienza acquisiti sul campo) tirandosene fuori, ma è bastato un fischio del padrone per far tornare il cagnolino con la coda fra le gambe e le orecchie basse. Si ora potrà dire di aver fatto vincere lui la coalizione con i suoi 400 e passa voti, ma una cosa voglio dirtela io “figlio prodigo” : “se qui 400 voti non riesci mai a farli valere, vuol dire che non conti molto, e come ti hanno fregato una volta lo rifaranno”.

Vero non è stato l’unico a dirsi ribelle ma poi a ritornare tra le fila scodinzolando al padrone col bastone, ma diciamo che lui sarebbe stato il capo branco, l’uomo che poteva dire basta, ma ha preferito accontentarsi dei suoi 2.000 € al mese come assessore, alla faccia di tutto e di tutti, ed anche un po’ alla faccia della dignità e della coerenza.

Ancora una volta la politica clientelare, tipica di una parte della classe dirigente valdostana,  ha vinto. Delle colpe vanno ovviamente ricercate anche all’interno della lista civica, sicuramente qualche nome sbagliato, sicuramente una pace fatta in tempi un po’ troppo sospetti; ma è sconcertante come questo modo servilistico ed oserei dire “camorristico” di fare politica riesca ancora a convincere la gente… non ci sono parole.

Ancora una volta la seggiolina è più importante di tutto e tutti… tutti quei: “io con lui in lista mai”, “ancora lui, ma non è possibile”, “noi con lui non ci stiamo”… alla fine della fiera sono state solo parole al vento, perché mamma regione chiama e tutti tornano al loro posto in silenzio.

Malgrado tutto questo si sappia, la gente continua a dargli ragione, continua a votare dei vecchi politicanti che sventolano progetti faraonici di nessuna utilità e che non faranno altro che mettere in ginocchio il paese.

Si, è vero sto un po’ rosicando…

Di positivo c’è che non e tutto è da buttare via, perché si è consolidato un gruppo giovane che ha voglia di fare, che può posare le basi per un futuro più roseo, già partendo da adesso. Un gruppo che anche nella sconfitta si è compattato, festeggiando comunque i buoni risultati individuali con una cena… perché si è perso una battaglia, ma la guerra deve ancora iniziare.

Ps: Voglio chiudere con un piccolo commento sulle elezioni di tutta la valle, che hanno visto l’Alpe crollare in quasi tutti i comuni in cui appoggiava, anche solo “moralmente”, una lista, ma che malgrado si sperasse in qualche cosa di più, ha tenuto ad Aosta (dove correva come partito) dove si è piazzata al secondo posto come forza politica di Aosta a soli 2 punti % dall’UV e dove ha portato a casa 7 consiglieri di minoranza, strappandone uno alla lista PD e IDV. Vero la mega coalizione (UV, Stella Alpina, Federation, PDL e Lega) ha vinto bene, ma la sconfitta dell’Alpe è stata più che dignitosa, soprattutto alla luce dei quasi 2.000 voti persi ad Aosta da parte dell’UV. La vera vincitrice di queste elezioni è stata la Stella Alpina che ad Aosta ha raddoppiato i voti, e l’assenteismo che ad Aosta si è fatto sentire parecchio (61% i votanti).
Ebbene si, ora mi interesso ufficialmente anche di politica locale… stupenda la mattinate delle elezioni passata in sede con mio papà ad aspettare tutti insieme il conteggio dei voti…

Mi spiace dirlo, ma la storia lo dimostra:

“Il potere logora chi non ce l’ha”

martedì 25 maggio 2010

Frenesia

Dopo anni di studio a pancia piatta, ormai, in vista del traguardo (facciamo gli scongiuri del caso) la mia agenda di impegni si è riempita alla follia. Infatti ho cominciato a lavoricchiare 4 mattina a settimana in ufficio da mio papà, dove sto prendendo un po’ di confidenza con ricorsi e memorie del processo tributario, e lavoricchio ai campi da tennis di Saint-Vincent per 4/5 mezze giornate alla settimana. A questi vanno inoltre aggiunti i miei soliti impegni cestistici sia come giocatore che come dirigente.


Che dire mi si prospetta un estate molto piena….

domenica 23 maggio 2010

Festa Curta(z)

Visto il mio notevole impegno politico di questi giorni :-D, ieri sera sono andato ad Aosta alla festa di chiusura della campagna elettorale dell’Alpe-Sinisra per la città.



A mio modesto parere, una festa ben riuscita, in perfetto USA style, con un gruppo che suonava dal vivo, un rinfresco gratuito allestito dai candidati ed consueto discorso della candidata vice sindaco Iris Morandi e del candidato sindaco Carlo Curtaz.
“noi siamo dei poveracci… non siamo riusciti a portarvi sul palco neanche uno straccio di presidente della regione Sicilia, neanche uno straccio di fascista, razzista, ed educatamente antisemita (Borgezio)… non siamo riusciti a farci spiegare da queste persone come si governa bene…”
Questo è solo un breve stralcio del discorso che ha scaldato la folla.

La serata è proseguita con un esilarante cabaret, di “Valdo Stanoz”; credetemi, veramente da ammazzarsi dalle risate, un grande… ha stereotipato il valdostano alla perfezione, se vi capita andate a vedere un suo spettacolo…

Posso dire che la campagna elettorale di questa sinistra progressista ed autonomista ha segnato la svolta nel modo di far politica, mostrandoci una politica più gioviale, più dinamica, potrei azzardare migliore. La strada da percorrere è ancora lunga, ma il sentiero imboccato è quello giusto.

Non chiamatela Metro ma People Mover

Non voglio mettermi a fare una lunga lista dei motivi per cui è totalmente inutile la costruzione di una Metro o People Mover, chiamatelo come volete, non mi interessa; per queste cose vi consiglio di leggere questo LINK.

Voglio invece fare un piccolo accenno, su come la gente abbia reagito a questa boiata pazzesca. Qualche giorno fa, è apparso su un balcone di fronte all’ufficio di mio papà, sito in Aosta, uno striscione con su scritto “STOP METRO”… sarebbe molto bello se questa iniziativa prendesse piede tra i dissenzienti.

Giovedì sera sono andato a vedere il comizio di chiusura della Lista Alpe-Sinistra per la città; lista dai grandi contenuti, che invito a votare, ovviamente per chi vota a Aosta. Permettetemi anche la “marchetta”, se deciderete di votare quella lista votate “WALTER PIVATO” :-D.

Comunque, tornando a noi, è stata una serata molto interessante, dove ho conosciuto molta gente, impegnata nella politica valdostana, e dove ho apprezzato in maniera straordinaria IRIS MORANDI, candidata vice sindaco, capace di mettere in piedi un intervento con i fiocchi ed i contro fiocchi; un giusto mix di ironia, durezza, concretezza e sogno. Eccezionale anche il candidato sindaco CARLO CURTAZ, ed il suo intervento, penso possa essere la persona giusta per il comune di Aosta.

In conclusione come nota di colore, come non citare l’intervento del mio ex professore Francesco Lucat, un comunista di altri tempi, colorito, estroso e sopra le righe come al suo solito. Mitico nella sua chiusura con il pugno alzato.

Cito non troppo fedelmente:
“Ieri sono stato dove Calderoli, in visita aveva distribuito alcune riviste che inneggiavano a casapound e ad un (perdonatemi non ricordo il nome) dei massimi esponenti del neo fascismo… beh pensare che questa gente è alleata con quelli che vogliono andare a governare in piazza Emilio Chanoux, mi fa venire le lacrime agli occhi, le sue ossa si rivolteranno nella tomba… e non mi interessa se questa gente mi chiama comunista di merda, perché se esce dalle loro bocche è un complimento”
“C’è un gesto che può rappresentare la volontà di persone diverse di lavorare insieme ad un unico progetto… Guardate questa mano, ogni dito rappresenta l’individualità, ma quando si chiudono in un pugno diventano un tutt’uno” (pugno sinistro teso ed alzato al cielo)

Ma tornando al nostro Metro, ah già scusate People Mover, all’uscita del comizio c’era la raccolte firme, contro questo inutile spreco di soldi, raccolta firme a cui ovviamente ho aderito, e li ho letto un manifesto stupendo.
“Perché metterci in metro 5 minuti quando lo si può fare in 5 secondi col teletrasporto???”

Biella Forum

Domenica scorsa, sono andato a vedere Biella vs Ferrara, al Pala Biella. Ci sono potuto andare, perché un cliente di mio zio ci ha gentilmente trovato ed offerto i biglietti.



Per la verità non era una partita di grande interesse, per i miei gusti cestitistici, ma vista la possibilità di vedere una partita di basket gratuitamente, vista la tensione della partita (chi perdeva scendeva in serie B) e vista la buona compagnia di mio zio sono andato volentieri.

Nel corso della partita non si è visto del gran basket, anzi, ma non sono di certo mancate le emozioni. Infatti, dopo un inizio strabordante di Biella, che chiuderà sul più venti il primo tempo, grazie a delle medie irreali al tiro dalla lunga distanza, Ferrara si è rifatta sotto, rosicchiando un punto alla volta,  rischiando, in più di un occasione, di mandare al tappeto gli avversari, grazie anche alla loro complicità (sono riusciti a prendere 6 punti in 15 secondi nel momento decisivo della partita). Alla fine, però, a spuntarla è stata Biella per una manciata di punti.



Non è mancato neanche il calore del pubblico che ha sostenuto la squadra in ogni momento, anche nei più difficili, incitando sempre la squadra e non fischiandola mai, anche se ce ne sarebbe stato da fischiare. Notevole anche la coreografia di ingresso della squadra con tutto il Pala Biella reso rosso e blu da poster tenuti in alto da tutto il pubblico.


Devo essere sincere nel dire che il nuovo palazzetto è veramente un gioiellino, molto bello, sembra un Forum di Assago in miniatura, e soprattutto molto economico (16 € il biglietto in numerata), il che non guasta mai,ma…

Milan l'è semper Milan

domenica 16 maggio 2010

Incontro con Gherardo Colombo

Venerdì sera ho avuto il piacere e l'onore di andare a sentire la presentazione dell'ultimo libro di Gherardo Colombo all'espace populaire.

Alla conferenza era presente anche un professore di filosofia del diritto dell'università di Aosta, che ha introdotto la conferenza con la presentazione del suo libro, illustrandoci la sua teoria della "resistenza"... resistenza al potere ed alla Pubblica Amministrazione. Argomento abbastanza interessante, ma trattato in modo un po' troppo filosofico, per i miei gusti.


Poco dopo è stato il turno del ex magistrato di "mani pulite", che si è rivelato essere un personaggio totalmente inaspettato: istrionico, teatrale, comico, ecc... E' stata una conferenza insolita, con lui a spasso per la sala conferenze a fare domande e battute (memorabile quella sulla giacca di una uditrice: "Mi ero ripromesso di non dire nulla, ma la sua giacca è veramente scioccante").

Però non ho apprezzato totalmente la sua "presentazione", l'ho trovata un po' troppo semplicistica. In sostanza riteneva che l'involuzione "legale" della nostra società e della nostra classe politica sia colpa nostra, perché lo Stato siamo noi cittadini e siamo noi i primi a calpestare la costituzione ed i suoi principi; siamo noi i primi ad infrangere le regole, anche le più basilari (divieti di sosta, limiti di velocità, ecc...). Per questo motivo, dobbiamo essere noi i primi a fare qualche cosa per migliorare la situazione. Ha addirittura aggiunto che nella nostra epoca siamo dotati di tutti i mezzi possibili per difenderci e per reagire in modo propositivo e che se non ci va bene il modo in cui viene fatta politica, possiamo costituire un nostro gruppo e farla noi come riteniamo più giusto. 

Ritengo che i principi di base del suo discorso siano giusti ma un po' troppo semplicistici; non funziona proprio così, non è così semplice ed immediato... diciamo che è stata più che altro una lezione di educazione civica, più adatta a dei ragazzi di 17-18 anni che ad una platea di adulti.

Nonostante tutto ci sono stati alcuni passaggi del suo discorso molto interessanti. Infatti ha analizzato la Costituzione in un modo diverso dal solito, ritenendo che l'art. preambolo della Costituzione  è il 53, quello che in parole povere dice ha tutti di pagare le tasse. Colombo, infatti, ritiene che senza soldi non si possono far rispettare tutti gli altri diritti. Dopo questo seguono gli articoli dei diritti fondamentali e successivamente quelli che organizzano "l'ordinamento della repubblica", organizzazione che serve proprio ad evitare che i diritti fondamentali vengano calpestati. (Come non condividere quest'analisi)

Un altra "perla di saggezza", passatemi il termine, è che nulla è in assoluto impossibile. Oggi come oggi ci sembra impossibile pensare che il principio "tutti uguali di fronte alla legge" venga prima o poi applicato; ma se avessimo detto 100 anni fa ad una donna dell'epoca, che il governo del paese sarebbe stato eletto dal popolo e che anche lei come donna avrebbe votato, di sicuro ci avrebbe preso per matti.

In conclusione ha elucubrato una semplicissima verità...

"essere liberi vuol dire poter scegliere, ma ogni scelta porta con se delle responsabilità... può capitare, a volte, che alcune persone, per non avere questa responsabilità deleghino ad altri le proprie scelte, ma facendo ciò smettono di essere uomini liberi" 

sabato 15 maggio 2010

My little Erasmus

Come molti di voi, miei cari lettori, sapranno, per il mio compleanno, i miei amici, il mio amore e mio fratello mi hanno regalato un week-end a Madrid da Bonny, che si trova li in erasmus. Grazie al vulcano islandese, di cui non provo neanche a scrivere il nome, il mio week-end si è trasformato in una settimana da ERASMUS. Ebbene si, in questa settimana ho vissuto in tutto e per tutto come un erasmus; e devo essere sincero nel dirvi, che questo non ha fatto altro che aumentare i miei rimpianti per non averlo fatto quando potevo.

Vorrei entrare maggiormente nei particolari di questa mia esperienza, senza però dilungarmi troppo. Sicuramente questa settimana mi ha permesso di conoscere tante nuove persone, di cui però, di molte non ricordo il nome, vista la mia scarsa attitudine mnemonica per i nomi. Sicuramente non posso non citare le coinquiline del mio ospite, che nel bene o nel male hanno caratterizzato la mia esperienza; ed allo stesso modo non posso non evidenziare Federico, un amico di università di Bonny che fa l'erasmus con lui, e Fernando, il coinquilino di Fede. Sono state conoscenze estremamente particolari, sottolineo nel bene e nel male...a buon intenditor poche parole.

Come non evidenziare poi, il raffrontarsi con un popolo "diverso", e non prendetevela, ma se uso quest'accezione, un motivo c'è. Infatti in questi miei pochi giorni a Madrid ho appurato con assoluta certezza che gli spagnoli non hanno voglia di fare un beneamato cazzo di nulla. Perché dico questo, vi starete chiedendo... beh vi porto due esempi per rendere bene l'idea: gli uffici aprono dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 17.00; per essere servito al Burger’s King, fuori orario di pranzo, ci ho messo 30 minuti. Devo d'altra parte dire, che gli spagnoli sono in assoluto un popolo molto gioviale e festoso, infatti è usanza comune uscire e tornare a casa con la prima metro del mattino, anche se il giorno dopo si lavora; mai visto così tanta gente in giro a far festa a qualsiasi ora; per non parlare dell'università che è un happy hours continuo. Anche se si prendono un po' troppo sul serio, infatti ho assistito ad una discussione surreale sul utilizzo delle "palline cinesi"... mezz'ora di conversazione in assoluta serietà, non una battuta. Per concludere devo dire che gli spagnoli sono dei rosiconi assurdi.

E poi... MADRID... una città spettacolare... mi ero innamorata di lei la prima volta che l'ho vista, e l'ho adorata ancora di più, se possibile, questa volta. E' una grandissima metropoli che si traveste da cittadina; c'è un'infinità di verde; tantissimi parchi; il centro è quasi tutto pedonale; la metro è spettacolare, sia come pulizia che come sicurezza, guardie giurate ovunque, e come se non bastasse serve tutta la città in modo assoluto. Vero dal punto di vista artistico le cose da vedere non sono molte, ma le cose da fare si...è una città in cui mi piacerebbe vivere.... Come dicono i madrileni: "l'unica cosa che manca a Madrid è il mare".

La mia esperienza da erasmus è partita molto molto presto... sveglia alle 3.30 e partenza con i miei potentissimi mezzi verso Malpensa. Alle 7.15 l'aereo è decollato e circa due ore dopo sono atterrato a Madrid; poi grazie alle dettagliatissime istruzioni di Bonny ho raggiunto la metro e casa sua. Entrato in casa ho subito notato la classica casa de erasmus... un casino pazzesco... Dopo essermi sistemato, Bonny, che sappiamo tutti non essere un gran cuoco, mi ha preparato una delle sue specialità madrilene, la pasta con i chorizo, accompagnata dalla sangria Don Simon. Devo essere onesto... la pasta era molto buona, oserei dire eccezionale e la sangria, nonostante si presenti come il Tavernello, era spettacolosa. Finito pranzo abbiamo fatto un breve giro perlustrativo di Madrid, giusto per dare una prima occhiata alla città, e poi siamo tornati a casa perché per la serata era organizzata una cenazza. La cena era a base di petti di pollo al limone e sangria condita da un gran numero di persone, tra cui una spagnola che faceva la fenomena. Ovviamente, come da buona tradizione spagnola, abbiamo cominciato a mangiare alle 23.30... cosa abbiamo fatto prima? beh... ci siamo scassati di aperitivi. Finita la cena, siamo usciti per andare in centro, dove abbiamo trovato una marea umana di persone in festa, e ci siamo diretti verso una discoteca. Dovete saper che a Madrid alle 2 tutti i bar chiudono e tutti confluiscono nelle discoteche per fare serata fino alle 6 del mattino; ma essendo, io, sveglio da più di 26 ore, dopo un'oretta in discoteca siamo tornati a casa.

Il giorno dopo mi sono svegliato intorno a mezzo giorno e dopo la colazione del campione, a base di doppio kebab e formaggio di capra, sono andato con Bonny a fare un tour turistico della città, dove ho visto una marea di cose. Verso le 18 siamo tornati a casa e ci siamo preparati per la serata al Tigre... un locale a cui non avrei dato mezzo centesimo, appena entrato, ma che in realtà si merita un 10 e lode...Sangria a fiumi e tapas a pioggia...

La domenica eravamo invitati a mangiare la raclette, ebbene si, in Spagna ho mangiato un piatto francese. Apparte che quell'imbecille voleva spiegare a me come si mangiava, con delle affermazioni tipo: "il formaggio non si deve assolutamente toccare con le mani che poi puzzano" (rintronata basta lavarsele....ma che ci vuoi fare, sono francesi), apparte che lei è di Strasburgo e quello è un piatto savoiardo, apparte che si sono messi tutti a giocare un gioco elastico per bambini spastici; comunque la mattinata ha fatto un bel fondo per il proseguo della serata (3 litri di sangria, due bottiglie di Lambrusco e un litro di birra). In serata, dopo una breve tappa a casa, siamo andati a mangiare la paella e poi alla Cueva, dove si beve la migliore sangria di Madrid. Il locale e molto caratteristico; si entra in una taverna molto spartana, con scritte di poeti sui muri e un pianista che suona dal vivo. La sangria era, in effetti eccezionale...e la mia psiche alterata era li a dimostrarmelo.


I lunedì doveva essere il giorno del rientro, ma a causa del vulcano, ho avuto la possibilità di visitare il laboratorio, dove Bonny lavora, e sopratutto dove fa lo sgargiante, e un altro pezzo della città... ho camminato come un matto tra Palazzo Reale, Cattedrale, musei, parco del buon retiro, porta d'Atocha, ecc... tant'è che la sera stravolto dalla fatica e dalla stonatura della sera prima non sono uscito. Il Martedì mattina ci siamo dati alle pulizie e non sapendo cosa fare sono andato a vedere la Plaza de Toros, la stadio Santiago Bernabeu e quella che chiamano la nuova Madrid, diciamo la parte moderna della città. Dopo questo breve giretto ci siamo preparati, io Bonny e Fede, a gufare l'Inter, ma delusi dalla sconfitta del Barcellona, e nata una serata ridondante di ignoranza, scaturita non solo dalle nostre menti malate, che ci hanno portato a comprare sangria a litri, ma anche dalle coinquiline di Bonny che se ne sono uscite con rum e pere e un liquore alla ciliege. Risultato: bordello fino a mattina, spaghi alle 5 e postumi da nano malefico che mi ha menato tutta la notte.

Il mercoledì è stata al'insegna del far nulla e della preparazione per il ritorno. Per non lasciare da solo il mio compagno di avventure ho dormito con lui in aeroporto, siccome aveva il volo molto presto. La situazione era ancora disagiate, ma per spiegarvela citerò testualmente le parole di Bonny: "bivacchi ovunque, gente dappertutto, scarse condizioni igieniche". Dopo la nottata quasi insonne sui tapis roulant dei check-in ho preso il mio aereo e sono tornato all'ovile.


In chiusura non possa fare altro se non ringraziare gli artefici di questo stupendo regalo...sicuramente ci sarebbero ancora altri mille aneddoti da raccontare, ma non voglio diventare prolisso... chiudo ancora una volta con un enorme....

GRAZIE