lunedì 18 ottobre 2010

Hockey Gladiators

Domenica scorsa sono andato al pala ghiaccio di Aosta a vedere il ritorno del grande Hockey.

Ebbene si, a quanto pare Aosta ha di nuovo una sua squadra. I Gladiators sono stati formati sulle ceneri del vecchio Courma-Aosta, tanto è vero che molti giocatori dei leoni giallo-neri hanno ricominciato a solcare il ghiaccio con le nuove casacche.

Da bambino mio zio mi aveva portato a vedere i Leoni in Serie A e quindi ho deciso di ritornare a vedere questo sport, che da un certo punto di vista mi appassiona, ma che non ho mai seguito tanto.

La partita non è stata bellissima, troppo forti gli aostani (la partita è terminata 10-3, se non sbaglio), ma è stata molto coinvolgente ed adrenalinica sin dalle prime battute con l’entrata dei padroni di casa preceduta dallo spegnimento delle luci, da un conto alla rovescia e dalle note di We will rack you dei Queen.


Anche se non conosco bene le regole mi sono appassionato. Meravigliosa la velocità e lo stile, bellissime alcune azioni manovrate, ma sopratutto, super la “violenza gratuita”. Si, l’hockey è uno sport abbastanza violento e cattivo... il che mi piace parecchio.  Ragazzi, non potete immaginare che legnate, soprattuto da parte degli aostani, nettamente più aggressivi.



Idolo incontrastato il numero 80 (se non sbaglio) dei Gladiators... ha infilato due o tre legnato da vera merda.... prima sbattendo con le due braccia la testa dell’avversario contro le balaustre, poi colpendo volontariamente un avversario con la mazza sotto la cinta e nello stomaco, non contento ha provato ha colpire un avversario in faccia col disco e per concludere ha provato a colpire gli avversari in panchina con la mazza.... Ovviamente quando gli avversari si sono lamentati si è tolto il casco, i guanti, ha posato la mazza e gli ha guardati dicendo :”fatevi sotto”...

Bello veramente bello, cercherò di andare a vedere più partite possibile, perché malgrado si giochi sul ghiaccio è uno sport caldissimo.

 Ps: visto così mi sembra uno sport molto completo dove non conta solo la forza fisica, ma anche l’agilità, l’elasticità, il coraggio e l’intelligenza... direi che se smettessi con la palla a spicchi mi darei alla legnate sul ghiaccio... unico intoppo: “NON SO PATTINARE”

sabato 9 ottobre 2010

Finalmente

Sono seduto alla mia scrivania davanti al mio computer, quel computer che è stato un fedelissimo collaboratore nella creazione del mio blog. Con molta probabilità a breve lo manderò in pensione, ma mi sembrava giusto accomiatarlo con un ultimo pezzo.

Potrei scrivere di tante cose... potrei parlare della riforma del ministro alla dIstruzione, potrei parlare dell'attentato (a mio parere fasullo) al direttore di Libero, potrei commentare le ultime dichiarazioni del presidente del consiglio, potrei parlare della morte di Sarah Scazzi uccisa e violentata due volte, prima dallo zio e poi dai media, che non hanno fatto altro che mettere in piazza la vita di una ragazzina.

Potrei scrivere anche guardando nel mio piccolo orticello... in questo caso potrei esprimere la mia delusione nel non essere riuscito ad iscrivere la mia squadra di basket al campionato federale, potrei commentare gli ultimi progetti del mio comune, ecc...

Ma, in questo preciso momento una solo cosa mi ha toccato profondamente, il che ha fatto passare in secondo piano tutte le altre. Finalmente ho finito, ora è ufficiale il 20 o 21 o 22 ottobre mi laureo....

ERA ORA

Ps: Lo so sono un fottutissimo egoista

sabato 2 ottobre 2010

Istruzione = parcheggio ad ore in attesa di occupazione

Vista la mia attuale situazione, mi trovo a dover, inevitabilmente, affrontare il sistema d’istruzione italiano. Non voglio addentrarmi nei risvolti della riforma Gelmini, voglio analizzare l’evoluzione dell’istruzione italiana.

Prima delle due grandi guerre l’istruzione dei cittadini era una cosa superflua che in pochi, se non pochissimi, potevano permettersi. L’analfabetizzazione era dilagante, quello che importava era lavorare ed in media l’istruzione minima garantita arrivava fino alla 2° o 3° elementare.

Col passare degli anni si è cominciato a capire l’importanza dell’istruzione nella formazione di una persona e quindi si è arrivati a garantire la 5° elementare a tutti… solo alcuni, generalmente i più benestanti, proseguivano la loro formazione. Mano a mano che l’Italia usciva dalla grande depressione ed il benessere della popolazione cresceva, anche il livello dell’istruzione aumentava, ormai per tutti o quasi, il traguardo era la terza media.

Verso la metà degli anni ‘80 lo sviluppo economico italiano aveva cominciato a rallentare, ma nel complesso c’era un buono stato di benessere che ha permesso alla grande maggioranza dei ragazzi di raggiungere e terminare le scuole superiori. E’ vero, qualche ragazzo che terminava gli studi in 3 media per lavorare c’era ancora e qualcun’altro frequentava l’università, ma nel complesso il traguardo era la "maturità".

Ritengo, ed è una mia personalissima idea, che questo fosse la situazione ideale. Un minimo di istruzione veniva garantito a tutti, erano coperte tutte, o quasi, le fasce di lavoro ed i più bravi potevano accedere a posizioni di prestigio con l’università.

Poi però è accaduto qualche cosa. Il diploma ha perso il suo valore e le università hanno spalancato le loro porte (sia economicamente che di livello). Siamo arrivati ad un punto in cui tutti, o quasi, per lo meno, iniziano l’università; il che a mio modesto parere ha due fondamentali conseguenze. La prima è la scomparsa dei “mestieri”, nessuno vuole più fare l’idraulico, il muratore, il falegname, ecc… la seconda è la svalutazione della stessa laurea, il che ha reso, per molti, quasi obbligatorio un master, una scuola di specializzazione o un dottorato di ricerca.

PERCHÉ’ STA SUCCEDENDO QUESTO??? PERCHE’ I PERIODI DI FORMAZIONE SI ALLUNGANO???

Io ho una mia personalissima teoria al riguardo (premetto che è una teoria molto semplicistica). Il crollo di quello che possiamo chiamare sistema universitario si è verificato quando le università sono state trasformate in delle para aziende dove gli studenti non sono altro che merce… più studenti = più soldi, più gli studenti stanno nel sistema universitario = più soldi.

Fino a questo punti il discorso regge, ne converrete tutti quanti… ma perché tutti o quasi studiano per così tanto tempo??? La risposta a questa domanda è ancora più semplice e banale… l’università e i “master” non sono altro che dei parcheggi (carissimi) a ore per i giovani che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro… ebbene si, a mio parere, l’istruzione ad oltranza può essere considerato un metodo machiavellico per combattere la disoccupazione. Lo so sembra assurdo, ma è così… L’equazione è semplice… si è allungata l’aspettativa di vita, quindi i lavoratori devono lavorare per più anni per poter pagare le pensioni e di conseguenza i giovani non possono entrare subito nel mondo del lavoro; quindi si è dovuto trovare un parcheggio in attesa che i posti di lavoro si liberino.

E’ vero il discorso in realtà è molto più complesso e ci sono un’infinità di variabili da prendere in considerazione, ma estrinsecato e decontestualizzato è allo stesso modo molto semplice…

In Italia abbiamo trasformato l’istruzione in uno dei mezzi per combattere la disoccupazione. Che dire un altro classico esempio di POLITICA ALL'ITALIANA.