domenica 27 febbraio 2011

Istruzioni per l’uso: Rubygate

Scrivo questo post, non per esprimere il mio giudizio sul Rubygate, anche perché lo potete facilmente immaginare. Sarebbe troppo comodo criticare l’attuale governo, l’attuale situazione di degrado e soprattutto tutte quelle persone che ancora non aprono gli occhi. Quello che voglio fare è dare a tutti un minimo di informazioni utili per poter capire e recepire meglio il bombardano a cui siamo sottoposti in questi giorni su questo caso.


CONCUSSIONE:

Art. 317 c.p. :
“il pubblico ufficiale o l’incaricato del pubblico servizio che abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, o a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da 4 a 12 anni.”
Al riguardo credo non ci sia molto da dire, l’articolo è abbastanza chiaro, l’unica cosa che va specificata è che per costringere ed indurre si intende un atto di coazione psichica.


INDUZIONE ALLA PROSTITUZIONE:

Legge Merlin art. 3 punto 4) e 5): 7
“E' punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire 500.000 a lire 20.000.000 (…) 4) chiunque recluti una persona al fine di farle esercitare la prostituzione, o ne agevoli a tal fine la prostituzione; 5) Chiunque induca alla prostituzione una donna (…)”
Ecco quindi che per sfruttamento ed induzione alla prostituzione non si intende il “cliente” della prostituta, ma detto in parole povere il magnaccia
  
PROSTITUZIONE MINORILE:

Art. 600 bis c.p. comma 1:
“Chiunque induca alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero ne favorisca o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da € 15493 a € 154937”
Per induzione si intende persuadere, determina e rafforzare la decisione altrui di prostituirsi. Per sfruttamento si intende trarre una indebita utilità dall'attività sessuale di chi si prostituisce, l’utile percepito non deve essere necessariamente di natura economica.

TRIBUNALE DEI MINISTRI:

Si deve chiarire che il tribunale dei ministri non è chissà quale tribunale, ma è composto sempre da magistrati ordinari estratti a sorte nella corte di appello di Milano, quindi per assurdo potrebbero essere estratti gli stessi 3 magistrati estratti per il giudizio di fronte al tribunale ordinario. La procura sarebbe sempre la stessa, quindi in parole spicce, anche davanti al tribunale dei ministri il pm sarebbe sempre la Bocassino. Per decidere se il giudice naturale (il giudice stabilito in base hai criteri di legge) debba essere il tribunale dei ministri o il tribunale ordinario la partita si gioca su una semplicissima questione; infatti, si ricorre al tribunale dei ministri se il reato è stato compiuto nell'esercizio delle funzioni, cioè se Berlusconi avesse chiamato la questura per evitare uno scandalo diplomatico (la nipote di Mubarak) allora avrebbe agito nell'esercizio delle sue funzioni, mentre se ha sfruttato soltanto la sua posizione di pubblico ufficiale, cioè ha chiamato in nome della sua carica istituzionale, ma al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni, cioè per gli affari suoi, ci troviamo di fronte ad un semplicissimo reato di concussione (vedi sopra).

Ora vi starete ovviamente chiedendo il perché della volontà di Berlusconi di essere giudicato dal tribunale dei ministri, se in fin dei conti è un tribunale normale. Beh, la risposta è semplice, il tribunale dei ministri per poter procedere contro un parlamentare deve chiedere l’autorizzazione alla camera di appartenenza.


GIUDIZIO IMMEDIATO:

Il giudizio immediato è un rito speciale caratterizzato dalla mancanza dell'udienza preliminare che può essere instaurato in seguito a richiesta del P.M. oppure in seguito a richiesta dell'imputato. Perché il P.M. possa chiedere il giudizio immediato occorre l'evidenza della prova e che la persona sottoposta alle indagini sia stata interrogata sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova oppure che la persona, pur avendo ricevuto l'invito a presentarsi, non si sia presentata. La richiesta di giudizio immediato deve essere trasmessa alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari entro novanta giorni dalla iscrizione della notizia di reato. Il termine di novanta giorni non è tuttavia ritenuto perentorio dalla giurisprudenza quanto all'esercizio dell'azione penale nelle forme qui descritte, è ritenuto vincolante solamente per quanto riguarda il compimento delle indagini dalle quali emerga l'evidenza della prova.

In sintesi, normalmente ci sono le indagini e poi l’udienza preliminare, in cui il p.m. chiede il rinvio a giudizio e il Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) valutate le prove e decide se accettare la richiesta del pm e quindi andare al processo vero e proprio o chiude il processo (detto in parole spicce, perché in realtà nell'udienza preliminare possono succedere anche altre cose). Ma se ricorrono i casi sopra elencati può richiedere di saltare l’udienza preliminare ed andare subito al processo normale, sarà il Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) a dover accettare la richiesta di giudizio immediato se ne ricorrono le condizioni sopra elencate.

Va specificato che per evidenza della prova non si intende, come molti credono, la prova regina, la c.d. pistola fumante, ma si intende la presenza di prove precise e certe che vi sia stato un fatto che necessita di un approfondimento giudiziale.

INTERCETTAZIONI:

In molti continuano ad atterrire la popolazione italiana sostenendo che tutti siamo intercettati e portano come prova della loro tesi il fatto che sia stato possibile sapere che le famose ragazze dell’Olgettina erano presenti nella villa di Arcore anche molto prima che scoppiasse lo scandalo. Per fare chiarezza si deve distinguere le intercettazioni, e cioè il fatto di essere registrati mentre si parla al telefono ed il risalire ai tracciati telefonici. Dovete sapere che ogni telefono cellulare per poter funzionare si attacca ad un’antenna che copre un determinato territorio che si chiama cella, se ci spostiamo da quei territori ed andiamo in un altro il nostro cellulare si attacca ad un'altra antenna e noi veniamo rilevati in un'altra cella. Ecco, le sopra citate tracciature rimangono e quindi anche a distanza di tempo si può risalire anche storicamente nel tempo alla posizione di un numero telefonico anche se non lo si stava intercettando.

VIOLAZIONE DELLA PRIVACY:

Molte accuse si sono sollevate contro i magistrati che hanno reso pubbliche le intercettazioni passandole sotto banche ai giornalisti. Anche qui si necessita un po’ di chiarezza, infatti, una volta depositate le indagine svolte decade il segreto istruttorio e le cose, riguardanti il reato possono essere rese pubbliche, ecco quindi perché nessun giornale è mai stato incriminato per aver infranto il segreto istruttorio e soprattutto perché non si sono lette intercettazioni di persone che non hanno nulla a che fare col fatto.
  
BERLUSCONI UN PERSEGUITATO DALLA MAGISTRATURA:

Si deve prima di tutto spiegare che i magistrati hanno l’obbligo dell’azione penale, cioè se si trovano di fronte ad un presunto reato devono obbligatoriamente procedere per verificare l’accaduto.

Molto probabilmente qualche processo nei confronti di Berlusconi è stato un po’ forzato, ma in questi è stato assolto, o non sono neppure cominciati, fermandosi all'udienza preliminare. Accanimento forse giustificato dal fatto che se un magistrato si trova di fronte ad una persona che ha commesso reati, ma che non riesce ad incriminarlo a causa di blocchi legislativi a d.o.c., reticenze ecc…, provo a trovare ogni minimo appiglio per condannarlo (cito a tutti un caso lontano ma per certi punti vicino… Al Capone condannato per non aver pagato le tasse), non dico che questo sia giusto, ma credo sia normale.

Aggiungo poi che le tanto millantate assoluzioni non sono così tante, in quanto molte sono prescrizioni e molte altre sono assoluzioni parziali. Lo stesso concetto di assoluzione va analizzato, in quanto ne esistono di vari tipi: l’assoluzione piena (il reato non sussiste, il soggetto non l’ha commesso) o le assoluzioni parziali (cioè quelle che lasciano ancora molti dubbi ma che liberano l’imputato perché nel nostro sistema vige il principio dell’innocenza fino a prova contraria, mi sto riferendo all'insufficienza di prove).

Alla luce di questo forse si dovrebbe modificare la famosissima frase di Berlusconi: “Da quando sono sceso in politica i magistrati mi stanno perseguitando” e trasformarla in “Sono sceso in politica perché i magistrati cominciavano ad indagare su di me”  (come se non bastasse il Cavaliere aveva procedimenti in corso anche prima di scendere in politica).
  
Spero di esservi stato di aiuto per capire meglio la situazione, fermo restando che in Italia si è innocenti fino a prova contraria e che saranno i giudici ad accertare la verità processuale, ma una cosa resta chiaro ed incancellabile…

l’art. 54 comma 2 della Cost.
“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore (…)”
Quindi che il nostro premier sia incostituzionale non l’ho detto io, ma lo state pensando voi.

venerdì 18 febbraio 2011

Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafia

Nel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafiaNel labirinto degli dèi. Storie di mafia e di antimafia by Antonio Ingroia
My rating: 5 of 5 stars

Bellissimo libro di un grande magistrato anti mafia che non sempre risalta agli occhi della cronaca. Allievo e collaboratore di Borsellino, racconta la sua crescita all'interno della magistratura anti mafia con semplici aneddoti o storie di vita vissuta sul campo. Pone la vita dei magistrati sotto un altro punto di vista e racconta dei retroscena molto interessanti su tre dei magistrati più famosi d'Italia (Falcone, Borsellino, Caselli), ma non solo, non lesina racconti ed opinioni sull'attualità, sui processi illustri in cui è stato procuratore (Andreotti e Dell'Utri), e sull'attuale attacco alla magistratura.
Consiglio questo libro a tutti coloro che volessero saperne un po' di più sulla vita dei magistrati, sulla mafia e sulla lotta che il pool di Palermo sta portando avanti da anni.


View all my reviews

mercoledì 16 febbraio 2011

Happy Family

Vorrei consigliare a tutti un film che ho visto recentemente, sto parlando di Happy Family Un film di Gabriele Salvatores. Con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris, Valeria Bilello, Corinna Agustoni, Gianmaria Biancuzzi, Alice Croci, Sandra Milo.

Cercando su internet ho trovato che il film è tratto dall’opera teatrale di Alessandro Genovesi, ma dopo pochi minuti di film la mia mente è tornata indietro ai tempi della scuola, ai libri che mi obbligavano a leggere durante l’estate, a Pirandello ed in particolare a “Sei personaggi in cerca d’autore”.

Ebbene si, questo film è l’esatta riproposizione sullo schermo, del dramma di Pirandello, infatti, la trama del film parla di uno sceneggiatore in crisi e con la paura dell’happy ending che si incontra/scontra con i suoi personaggi.

Film assolutamente straordinario per l’interazione dei personaggi che escono dallo schermo del computer per colloquiare con il proprio autore (Fabio De Luigi) e per definirsi caratterialmente il che rende una storia tutto sommato banale molto interessante arricchita dalle fortissime personalità e complessità dei personaggi che lottano per conquistare la scena ed auto definirsi.

Un film strano, molto particolare, ma di cui consiglio la visione, anche per vedere un inaspettabile De Luigi in versione drammatica.

lunedì 14 febbraio 2011

Final 8 a Torino

Lo scorso fine settimana, per la prima volta sono andato a vedere le final 8 di coppa Italia di basket che si tenevano a Torino.



Ahimè la mia squadra, l’Olimpia Milano, era già fuori dalla competizione essendo stata battuta nei quarti di finale dall’Air Avellino, mettendo in campo una partita a due facce. Nei primi due quarti abbiamo dimostrato di essere una grande squadra, andando anche sul più 15, ma crollando irrimediabilmente nella seconda frazione di gioco. Uscire dal Pala Isozaki sconfitti da una squadra di mediocre livello lascia molti rimpianti ma i problemi dell’Aj sono ormai noti: manca un play e soprattutto manca lo spogliatoio.

La finale era tra Siena e Pociù (Cantù).

Bella l’atmosfera che si è creata grazie ai tifosi di Prociù che hanno lanciato stelle filanti e non hanno smesso di cantare per tutta la partita, anche se poi, si sono dimostrati una tifoseria parecchio violenta, lanciando bottigliette a bambini e rubando sciarpe a tifosi isolati.

La partita è stata molto combattuta, sia per i meriti di Porciù che per i demeriti di Siena, ma alla fine il maggior talento senese l’ha spuntata (sia ben chiaro ha giocato meglio Porciù), infatti, quando la palla ha cominciato a pesare Siena è andata a bersaglio con il solito Lavrinivic, con Zisis ed il saputello Cararetto, mentre Porciù è rimasta al palo venendo sconfitta.

Bellissima atmosfera e bellissimo palazzetto il che fa notevolmente rimpiangere la decisione di Cota di non portare sotto la Mole le final 4 di Eurolega….

giovedì 10 febbraio 2011

Conad Chatillon, un disastro o una salvezza?

(In questo post voglio cogliere il suggerimento di un mio lettore e concentrare il mio discorso sulla nuova apertura del Conad di Chatillon)


Molto scalpore ha creato l’apertura del nuovo Conad a Chatillon, e soprattutto ha suscitato molte proteste da parte di tutti i commercianti che vedono il “nuovo” supermercato come un’ennesima minaccia alla loro attività. Pare che le proteste si siano innalzate talmente in alto da far tentennare l’amministrazione comunale, la quale ha tenuto un profilo basso sulla nuova apertura, e sino ad arrivare a dei picchi che hanno sbrodolato teorie complottistiche contro i commercianti di Chatillon non allineati.

Comincerei col dire che non capisco tutto questo brusio del sottobosco, il Conad a Chatillon già c’era… quindi non vedo perché indignarsi; soprattutto non capisco perché prendersela con l’amministrazione comunale, questa volta incolpevole, in quanto le autorizzazioni sono regionali.

Detto questo, mi pare scontato dover aprire una parentesi di analisi del mercato ed affrontare il solito vecchio discorso, ormai “stufoso”, e cioè quello dello scontro tra grande distribuzione e piccoli negozianti. Prima di tutto mi preme sottolineare che un’attività, come quella del Conad di Chatillon colpisce in maggior parte (ad essere sincero, quasi la totalità) il commercio alimentare, che peraltro non è troppo presente in Chatillon con piccoli operatori ma, al massimo, con operatori di pari livello.

Prima di continuare mi preme riportare le parole del presidente FIDA (Federazione dei dettaglianti dell’alimentazione) Dino Abbascià, che dice:
“Parlare semplicemente di rinascita del dettaglio alimentare è forse riduttivo. Non si percepisce, infatti, il grande lavoro e gli enormi sacrifici fatti da migliaia di imprenditori che hanno saputo modificare le proprie attività storiche per traghettarle nel nuovo millennio. Oggi siamo consapevoli -conclude il Presidente Fida- di poter lasciare un’importante eredità alle generazioni future, motivando i nostri imprenditori verso il recupero di un orgoglio comune nell'essere ancora i "bottegai di fiducia". Noi ci crediamo! Dopo i grandi cambiamenti del sistema distributivo italiano nel corso degli anni ’90, ora il dettaglio alimentare specializzato rinasce.”
A sostegno delle sue parole ci sono i dati dell’Istat, che rileva 34 mila nuovi commerci aperti nell’anno 2006. La parola chiave di questa rinascita, ci fa sapere sempre Abbascià, sono:  
“specializzazione e personalizzazione, voglia di coccole e attenzione. Desiderio di sentirsi unici e accuditi, di qualcuno che sceglie per noi il meglio, di uno sguardo speciale, di un sorriso personale, di una prelibatezza che sembra aspettare solo noi, magari sotto casa e senza perdere troppo tempo. C’è voglia di qualità con un occhio al portafoglio nella nuova rivoluzione dei consumi.”
Quindi ci troviamo di fronte alla rinascita del piccolo commercio (crescita del 5,7% a partire dal 2000, e il 2007 ha visto tra nuove imprese create e negozi chiusi un saldo ampiamente positivo: + 34mila), che si basa su una maggiore specializzazione e professionalizzazione anche del piccolo commercio e su un fattore tanto logico ed inevitabile, l’invecchiamento della popolazione. Infatti, la popolazione italiana è sempre più vecchia e dunque sottoposta a maggiori difficoltà nel raggiungere grossi centri commerciali, spesso posizionati ai margini delle città, quindi per la sua spesa quotidiana dovrà inevitabilmente fornirsi dall’alimentari sotto casa. E’ quella che viene chiamata come “rinascita del negozio di vicinato”.

Tornando a noi, ritengo che il Conad non toccherà minimamente i 3/4 piccoli alimentari presenti nel paese, i quali si sono specializzati nella vendita di determinati prodotti (tipici, rosticceria, formaggi) e che accolgono tutta quella fetta di popolazione che non può raggiungere i centri commerciali tutti i giorni e tanto meno una volta a settimana con grosse borse.  Ovvio, una piccola flessione potrà essere sentita dal Di per Di, ora Carrefour, o dall’A&O, ma sono 3 concorrenti di grossa distribuzione e che per questo agiscono in un sistema di concorrenza… combattendo, diciamo, ad armi pari. Come se non bastassero i tre supermercati hanno pari qualità di merce e prezzo, il che porterà, dopo l’enfasi iniziale, a ridistribuire e ristabilizzare la clientela. Ho ovviamente tenuto fuori dal discorso l’Ecom, perché evidentemente, per prezzi e prodotti si rivolge ad una altra fascia di clientela.

Altre critiche poi vengono fatte sulla supposizione che sopra il Conad vengano aperti dei piccoli negozietti (una sorta di piccolo centro commerciale), il che, a parere dei negozianti “decentrerebbe il turismo”. Penso che questa affermazione si commenti da sola, anche perché dubito che i turisti vengano in valle per andare a fare shopping e se proprio lo volessero fare andrebbero a Saint-Vincent a due passi, che oltre ai negozi offre loro maggiori servizi. Senza considerare che dubito che verranno veramente aperti dei negozietti… “chi li aprirebbe?”.

Detto ciò, ritengo che chi si sia lamentato di questa “nuova apertura” debba pensare a fare bene il proprio lavoro, e non perda tempo a pensare a complotti o sotterfugi…. Specializzarsi e fornire un servizio d’eccellenza è la ricetta contro qualsiasi grande distribuzione.

Quindi per ricollegarmi al titolo suggeritomi dal lettore l’apertura del Conad non è né un disastro né una salvezza. Non cambia nulla!!!

Vorrei chiudere con una piccola riflessione siamo così sicuri di volerci ostinare a trasformare Chatillon in un comune di attrattiva turistica? Non sarebbe meglio indirizzarsi verso qualche altra strada?

Ps: una piccola stoccata la Comune concedetemela… a quanto pare l’apertura del nuovo Conad ha creato una quarantina di posti di lavoro che, così si vocifera, sono stati assegnati sotto la spinta dell’attuale amministrazione comunale… Compravendita di voti??? A voi la risposta.

martedì 1 febbraio 2011

All’ombra della Mole

Ebbene si, devo proprio ammetterlo ero in astinenza da Blog.

L’ultimo mio post risale ai primi di gennaio e sentivo la mancanza di comunicare con i miei cyber lettori, soprattutto perché in queste due settimane mi si è un po’ rivoluzionata la vita.

A dire il vero un post bello pronto c’è da un po’, infatti, ho seguito il consiglio di un mio lettore ed ho scritto sul Conad di Chatillon. Purtroppo il post è fermo ad una prima stesura e spero di riuscire a pubblicarlo nei prossimi giorni. Ma non è questo quello di cui volevo parlarvi in questo post… torniamo a noi.

Come forse qualcuno di voi saprà il 10 gennaio ho cominciato la Scuola di Specializzazione alla Professioni Legali (SSPL) a Torino, più comunemente la scuola di magistratura (sia ben chiaro è quella che ti dovrebbe preparare al concorso statale).

Dopo varie peripezie sono riuscito a trovare un monolocale molto carino in zona Palazzo Nuovo (in estremis, l’ho trovato sabato e la scuola cominciava lunedì), tutto completamente ristrutturato e nuovo. Sin da subito l’ho pulito e personalizzato, anche grazie al mio amore ed al sig. Ikea.

Un po’ per scelta, un po’ per necessità, visto che ho corsi fino a giovedì sera, ho deciso di fermarmi a Torino e di non tornare a casa ogni fine settimana, in modo da imparare, in tutto e per tutto a vivere da solo. In questi giorni mi sono già cimentato con la lavatrice con ottimi risultati, soprattutto grazie alle mono dosi ed ai fogli acchiappa colori; e con il ferro da stiro, qui i risultati sono nettamente inferiori, ma sto migliorando.


Sono rimasto molto colpito da Torino, mi sono ricreduto in tutto e per tutto in queste due settimane all’ombra della mole. Torino è una città molto bella, che ti da un sacco di opportunità, ma che non perde le caratteristiche di umanità e vivibilità di un paesone. Come le pagelle di Ziliani direi STUPEFATTO.

Lo scorso fine settimana ho gironzolato un po’ per la città, sono andato al museo egizio (a quanto pare il più grande d’Europa) e ne sono rimasto molto deluso; sono andato al museo del cinema, che mi è molto piaciuto ed ho fatto un breve tour by night, con tappa fisso al bar del narghilè :-D (a dire il vero uno dei pochi posti che conoscevo già da prima).

Devo essere onesto nel dire che la mia solitaria vita cittadina è agevolata dal fatto che nel week end il mio amore viene a trovarmi.

Veniamo ora a parlare della scuola.


Le premesse non erano ottime, infatti, tutti i commenti che si trovano in rete sono orribili ed, in effetti, la prima settimana non è stata un gran ché. Ora sta un po’ migliorando, ma la disorganizzazione regna sovrana… nessuno ha detto come ci si deve preparare alle prove scritte settimanali (si devono ottenere almeno 3 sufficienze su 6 compiti in almeno 2 delle 3 materie principali), ci vengono date decine di sentenze al giorno ma nessuna sa cosa deve farne, ci vengono forniti i titoli dei manuali per la preparazione al concorso, libri che è inutile comprare ora visto che il concorso sarà, se va bene, tra 2 anni e siccome il diritto è molto volubile sarebbero da buttare e ricomprare. Se a questo ci aggiungiamo che continuano a fornirci statistiche non molto ben auguranti per quella che sogno essere la mia professione (nel 2008 si sono presentati in 40000 per 350 posti), diciamo che mi ha preso il panico. Però, come mi ha detto un mio grande amico:

“Hai superato indenne G.V., Taruffo e Ferri, non possono mica spaventarti 4 stronzetti con le E aperte”.