martedì 19 aprile 2011

1984 il capolavoro di George Orwell.

19841984 by George Orwell
My rating: 4 of 5 stars

1984 il capolavoro di George Orwell.
Ebbene sì, alla veneranda età di 28 anni mi sono deciso anche io a leggere questo conosciutissimo e famosissimo libro, ma come si dice meglio tardi che mai.
Scritto nel 1948, rappresenta la lucida visione di uno stato totalitario e costituisce un monito per le future generazioni. Tre sono le superpotenze in costante lotta tra loro di cui il mondo è composto: Oceania, Eurasia ed Estasia. Londra è la sede del Ministero dell’Amore, del Ministero dell’Abbondanza, della Verità e della Pace ed è governata secondo i principi del Socing (socialismo inglese) dall’onnisciente Grande Fratello, ritratto negli enormi manifesti che campeggiano ovunque insieme agli slogan del Partito: “La guerra è pace; La libertà è schiavitù; L’ignoranza è forza”. Qui si svolge tutta la vicenda narrata.
E’ un romanzo con una narrazione geniale, che ha la capacità di fare un’analisi della società, anche attuale, cruda e schietta. E’ in grado di mostrarci come nonostante passino le epoche la società, in fondo in fondo non cambia mai. Telecamere e microfoni posizionati dappertutto controllano i cittadini e la Psicopolizia si occupa di eliminare con solerzia coloro che dissentono dalle linee del partito.
Winston Smith, il protagonista del racconto, è un membro esterno del partito e lavora al Ministero della Verità dove modifica articoli, corregge libri, riscrive documenti che non siano in accordo con le direttive del Grande Fratello e altera la storia. Non è possibile vivere in maniera differente dagli usi e costumi imposti; non è possibile amare, non è possibile ricordare, soprattutto non è possibile pensare.
Ma Winston odia in segreto il partito e comincia a scrivere un diario, nonostante questo sia un crimine gravissimo. Incontra Julia di cui si innamora nonostante l’amore, e, il sesso, siano anch’essi proibiti. Entrambi decidono di collaborare con un’organizzazione clandestina che ha lo scopo di combattere il Grande Fratello, ma quando confidano le loro intenzioni ad O’Brien, che credono dalla loro parte, scoprono che questi è un agente segreto del Partito che avrà il compito di “rieducarli”…
Ovviamente il libro critica in maniera forte ed esplicita il socialismo di Lenin, dalla descrizione del libro il volto del Grande Fratello è molto simile a quello di Stalin, esaltando, in contrapposizione il capitalismo; ma d'altronde il libro è stato scritto nel periodo della guerra fredda e quindi non ci si poteva aspettare altro. Un libro che consiglio a tutti di leggere, veramente molto belle, anche se mi risulta naturale contestarne in finale, (chiunque non avesse letto il libro, non prosegua nella lettura di questo post perché potrei rovinargli la sorpresa), sono assolutamente convinto che ci siano uomini in grado di non cedere, che non possano essere addestrati come animali, sfruttando il metodo ricompensa e punizione e soprattutto che non si possano cancellare le idee e sopprimere la volontà di una persona. O almeno lo spero.


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mercoledì 13 aprile 2011

Romanzo Criminale - La Serie

Qualche mese fa, ho finito di vedere quella che da molti è stata definita la miglior serie italiana mai prodotta, l'unica che potremmo esportare. Ovviamente mi sto riferendo a "Romanzo Criminale - La Serie".


Per chi non lo sapesse questa serie televisiva, composta da due stagioni, è stata prodotta da Sky e parla delle vicende della più grande banda criminale che abbia mai regnato su Roma, riproducendo sul piccolo schermo il romanzo di Giancarlo De Cataldo ed il film di Michele Placido.

La serie è veramente molto bella ed avvincente. Perfetta la fotografia e la colonna sonora, azzeccatissimi gli attori, anche se per la maggior parte sconosciuti, superlativa la trama con i rispettivi tagli da puntata a puntata per creare l’attesa.

Consiglio veramente a tutti di vederla.

Straordinaria anche la ricostruzione romanzata della vera storia di questa terribile banda. Per esempio il fatto di avere cambiato il soprannome di Giuseppucci (nella serie Proietti) da Er Negro (a causa della sua pelle scura), sicuramente nome poco cinematografico, in Libano molto più di impatto. Stessa cosa dicasi per il soprannome di De Pedis da Renatino in Il Dandi (derivante dal dandysmo), rispecchiando il carattere e il modo di fare del De Pedis. Ancora vale lo stesso discorso per Crispino che nel libro/film/serie viene soprannominato Il Freddo, rispecchiando il carattere del personaggio reale. Ma non solo quello che nella serie televisiva viene chiamato Ricotta, nella realtà veniva chiamato l'Accattone perché somigliava ad uno dei personaggi dei film di Pasolini. Ebbene nella serie viene detto che questo ha lavorato con Pasolini.

Bellissimi anche i dialoghi in romanesco con le esclamazioni colorite del tipo "lo dovemo sdraia" (lo dobbiamo uccidere), "lo parcheggiamo" (lo uccidiamo), "tu da qui esci solo con i piedi davanti", ecc... Abbastanza minuziosa anche la ricostruzione della realtà storica, con alcuni evidenti cambi per rendere la storia più interessante per il lettore/spettatore, come ad esempio gli autori dell'omicidio di Libano, la morte del Freddo, ecc....

Un solo cosa non mi è piaciuta: la trasformazione del Dandi personaggio nella seconda stagione, reso troppo simile al Padrino, sia come modo di parlare che come impostazione corporea.

Ma ovviamente a questo punto pare lecito porsi una domanda:

E' giusto eleggere a miti personaggi negativi???

Questo è un fenomeno abbastanza corrente in Italia, basta guardare le recenti produzioni, come la fiction "Il Capo dei Capi", il film "Vallanzasca", ecc... In sostanza si sta riproponendo il mito del bello e terribile, ma forse è troppo terribile quello che stiamo portando sullo schermo.

Non voglio essere mal interpretato, e sopratutto non sono uno del Moige, ma la Banda della Magliana ha le mani sporche di molto sangue e forse giustamente qualcuno si potrebbe risentire. Io stesso, che mi reputo un adulto con una buona capacità di giudizio, mi sono rattristato quando la banda ha cominciato a sciogliersi, mi sono commosso ed immedesimato nei personaggi della serie... MA NELLA REALTA' QUELLI ERANO DEI FEROCI CRIMINALI.

“Questa è una storia di malavita, una storia così ricca di colpi di scena, grandi eventi e di personaggi incredibili da sembrare davvero un romanzo, un romanzo criminale. Questo non è un romanzo, e non solo perché le cose sono accadute davvero. Nei romanzi, soprattutto nei romanzi gialli, quando le storie finiscono tutte le domande hanno più o meno una risposta questo però è un mistero italiano e che cosa sia veramente la banda della Magliana e dove finiscano tutte le piste che lo attraversano questo ancora non lo sappiamo.”

Ebbene non credo di potere dare una risposta alla mia domanda, per una volta non mi sento illuminato e non sono il possessore della verità assoluta, per una volta… Ognuno di noi è giusto che tragga le sue conseguenza, avendo bene in mente una cosa però.

“La banda della Magliana una storia composta da gesta spavalde e violente che hanno assunto i contorni di un romanzo un romanzo criminale, ma la vera storia della banda che tra il 77 e la metà degli anni 80 terrorizzò la capitale è scritta invece nelle cronache più nere e cupe di quegli anni. In quelle pagine non ci sono eroi, regole, onore, ma un lungo elenco di omicidi, soprusi, e vittime innocenti”.

DALLA SERIE ALLA REALTA'