domenica 29 maggio 2011

Rivoluzione Intellettuale

Nella mia recente visita nella "Grande V", per andare a trovare i parenti, mi sono imbattuto, in quel di Padova, in qualche cosa di "particolare ed interessante". Non mi sto riferendo a monumenti, mostre, palazzi o a tutto quello che normalmente si vede quando si fa il turista.

Ero, con il mio amore di fronte al caffè Pedrocchi, quando ci siamo imbattuti in quello che si potrebbe definire una "assemblea civile non autorizzata". Infatti, due signori ed una signora, muniti di uno sgabellino di plastica, esponevano le loro opinioni riguardo alla nostra situazione politica, incentivando i passanti a salire sullo sgabellino per dire la loro.

In sintesi questi tre promotori puntavano alla rivoluzione intellettuale, cioè quella che può essere definita una rivoluzione buona. In sintesi si tratterebbe di un movimento guidato da idee e da intellettuali, che non mirino a radicare i loro sederi in poltrone di velluto, ma che mirino a guidare la rivoluzione per evolvere il nostro paese.

Sono rimasto positivamente stupito da questa assemblea, sotto vari aspetti. In primis per i proponenti, i quali si limitavano ad esprimere le proprie idee ed a confrontarsi senza imporre nulla nessuno ed accettando le critiche senza problemi; in secundis per l'enorme partecipazione a questo dibattito e sopratutto per l'eterogeneità dei partecipanti. Infatti, si sono alternati sullo sgabellino: giovani ed anziani, berlusconiani e leghisti, esponenti del PD e malinconici comunisti, nazisti/razzisti, italiani, spagnoli e tedeschi. Tutti esprimendo le proprie idee, partecipando al dibattito/confronto per il tempo che avevano a disposizione rubando un po' di tempo alla loro pausa pranzo dal lavoro o dallo studio; oppure prendendo un po' di tempo alla visita della città.

Da buon Rompiscatole quale sono ero molto tentato dall'intervenire, ma non volevo sottrarre tempo alla visita della città e sopratutto non volevo far annoiare la mia compagna di vita e di viaggio. Ma Anna, siccome mi conosce, mi ha spinto ad intervenire e quindi mi sono lanciato in un mega riassunto di tutto quello che era stato detto con un puntuale e preciso giudizio su ogni argomento.

A quanto pare il mio intervento è piaciuto, perché ho strappato alcuni applausi e perché i partecipanti hanno subito cominciato ad interrogarsi su chi fossi.

Ecco qui il resto della discussione ma, ahimè, senza la prima parte


Mi sembra superfluo sottolineare che sono rimasto a sostenere le mie idee ed a discutere per più di un’ora, fino a quando anche madre natura ha deciso di intervenire facendo piovere sulle nostre teste. Gli organizzatori hanno concluso cantando alcune strofe dell'inno d'Italia e salutando e ringraziando i partecipanti.

Sono rimasto veramente colpito da questa forma di manifestazione di dissenso, l'ho trovata utile ed istruttiva, ma sopratutto l'ho travata un eccellente modo per far tornare la gente a parlare ed a partecipare riportando così la democrazia a coloro a cui appartiene di diritto. Anche se non condividevo in pieno le idee degli organizzatori, non posso far altro che rivolgergli i miei più sentiti complimenti... e chi sa, magari potrei organizzarmi e provare a riproporre questo dibattito pubblico anche nel mio paese o nella mia regione... CHISSA'...

CHE TREMINO I POTENTI AHAHAHAHAHAH

Ps: In questi giorni, seguendo le gesta degli indignados, la mente mi è tornata all'assemblea padovana, ed ora quel nutrito gruppo di partecipanti mi sembra soltanto un manipolo di superstiti in confronto al mare di giovani spagnoli. Che dire… noi italiani saremo in grado di fare la “nostra primavera”? mi duole dirlo ma non credo. Citando Vauro:

Uomo: “ma come ti stanno rubando il futuro, il lavoro, l’istruzione, la democrazia e tu non ti incazzi???” Giovane: “non voglio dargli soddisfazione”

E’ triste ma è così chiedete in giro alle nuove generazione, chiedetegli se sarebbero disposti a difendere i loro diritti anche con la “forza”… la loro risposta sarà una ed una soltanto... NO.