lunedì 30 gennaio 2012

Nuova Tassa a Chatillon

Ed eccomi qui, ancora una volta a scrivere sul mio blog per far soffiare il vento su Chatillon (come se ce ne fosse bisogno).  Ancora una volta farò sobbalzare qualcuno sulla sedia, ancora una volta infastidirò qualcuno, ma soprattutto ancora una volta spero di scatenare un po’ di dibattito in questo paese ormai narcolettico ed atrofizzato, abituato a subire senza pensare e soprattutto senza reagire per paura di ritorsioni.

Come tutti sapete, il governo Monti ha reintrodotto l’ICI (ora si chiamerà IMU). A dire il vero non sono proprio la stessa cosa, ma non voglio parlare di questo. Nonostante questo il Comune di Chatillon si sta preparando ad introdurre un'altra tassa, infatti,  la Giunta Comunale ha fatto approvare nello scorso Consiglio Comunale una nuovissima tassa: la tassa sui passi carrai. 

Cosa? Nessuno ne sapeva nulla? Nessun giornale ne ha parlato?

A quanto pare l’introduzione di questa nuova imposta è passata sotto silenzio, nessun giornale ne ha parlato ed anche il periodo in cui è stata approvata (tra Natale e capodanno) ha del sospetto. A quanto pare i politicanti castilionesi hanno imparato, osservando i governi nazionali, sul come fare per far approvare provvedimenti senza che nessuno lo sappia.

Non è ancora dato sapersi a quanto ammonterà e quali saranno i metodi per il calcolo impositivo.

Personalmente non ritengo questa tassa una vera e propria eresia, come non la ritengo un’idea geniale per far cassa, in quanto in moltissimi comuni ed in quasi tutte le città questa tassa è già presente. Quel che è certo è che sicuramente non è il momento adatto per mettere, ancora una volta, le mani in tasca ai cittadini. Forse se il Comune di Chatillon ha necessità di soldi sarebbe stato meglio tagliare alcuni sprechi, vedi per esempio, le luci di Natale (anche il Comune di Milano non le ha messe per risparmiare) e magari non investire in progetti, interessanti, ma di dubbia utilità, ora come ora.

Chissà se anche questa volta l’enfant prodige di Chatillon la farà franca, oppure, almeno per una volta, i castilionesi si arrabbieranno? Chissà se il popolino alzerà la voce o ancora una volta si limiterà a dire:

“a me che me ne frega io il passo carraio non ce l’ho”

domenica 29 gennaio 2012


Radio-grafia di un dj che non piace by Marco Mazzoli
My rating: 5 of 5 stars

Sicuramente io non posso essere considerato uno zoofilo, non sono un fan sfegatato dello Zoo di 105, ma col tempo, poco alla volta, ho imparato ad apprezzare questo programma radiofonico ed i suoi componenti. E’ vero, qualche volta esagerano con le volgarità o col populismo, ma una risata riescono sempre a strapparmela, rallegrandomi la giornata.

Lo ammetto ho deciso di leggere questo libro spinto dalla curiosità; per acquisire ulteriori news sulla telenovela dello Zoo, per sapere, se per una volta, Mazzoli avrebbe vuotato il sacco ed avrebbe raccontato tutto, tutti i retroscena; per sapere la VERITA’.

In effetti, non posso dire di non essere stato accontentato, molto mi è stato svelato, anche se il cuore della storia è rimasto celato.

Nonostante questo, pagina dopo pagina, sono stato travolto dalla vita di un uomo che, nel bene o nel male, ha cambiato la radiofonia italiana; sono rimasto colpito dalla storia di un uomo che ha lottato e sudato per percorrere la sua strada e per realizzare i suoi sogni.

Il libro è molto coinvolgente, sia per la modalità di scrittura, che vede l’alternanza di capitoli scritti dal ghost writer mentre racconta la sua esperienza nel conoscere il personaggio Mazzoli ed il suo mondo, e capitoli scritti dallo stesso Mazzoli che raccontano il suo passato; sia per le storie gli aneddoti ed i retroscena che stanno dietro alle quinte ad uno dei programmi più seguiti della storia della radiofonia ed al suo creatore ed inventore.

Molto interessante anche l’innovazione di inserire i qr code nel libro, con rimandi a video di youtube, in modo da integrare  e rendere interattivo il racconto.

Come chiudere questo post se non con un bel “Ti Do”

“IO ASCOLTO LO ZOO DI 105 STRONZI”


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venerdì 6 gennaio 2012

Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere


Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere by Klaus Werner-Lobo
My rating: 2 of 5 stars

Questo è un altro libro-saggio sull’attualità che cerca, dati alla mano, di “informare”. Il libro si riferisce esplicitamente a notissime multinazionali, che vengono osservate al microscopio, al fine di mettere in evidenza pratiche commerciali scorrette, condizioni di trattamento dei loro dipendenti non proprio in linea con la normativa a tutela dei lavoratori, ecc...

Lo scrittore, Klaus Werner Lobo, dopo aver fatto un rapido excursus sulla condizione finanziaria di queste società, ci racconta  le sue esperienze personal in Africa e del  danno ambientale e umano che spesso producono queste società pur di conseguire un grande profitto. É questo il caso del Congo, dove H.C. Starck, società di proprietà della Bayer AG, finanziando la guerra civile di entrambe le fazioni, aveva accesso alle miniere di tantalio, un metallo raro usato per la produzione di cellulari e schede madri per PC.

Questo libro mi aveva molto incuriosito, perché il tema delle multinazionali e dello sfruttamento delle risorse naturali dei paesi in via di sviluppo è un argomento trattato poco dai media. Infatti, ho iniziato la lettura di questo libro-inchiesta con molta foga ed interesse, ma, mano a mano che le pagine ‘passavano, la foga e la voglia di proseguire la lettura ha iniziato a venir meno. Probabilmente la causa è stata la pesantezza degli argomenti, ma sicuramente anche la lentezza della narrazione e il  gran cumulo di ovvietà che vi sono raccolte ha influito. Dico questo, perché molte delle informazioni, che vengono spacciate nel libro come vere e proprie “rivelazioni”, sono cose note a tutti coloro che hanno la volontà di informarsi.

Già da subito, infatti, il libro sottolinea un dato particolare: la ricchezza delle multinazionali!!!! (una cosa ovvia e scontata), poi prosegue elencando le loro implicazioni politiche (oooh che novità), ecc… Come se non bastasse, ritengo che, in alcuni passaggi, l’autore esageri calcando troppo la mano.

Ok le multinazionali non sono candide e pure, ma definirle il male assoluto mi sembra un po’ esagerato.

In chiusura posso dire che è stato un libro interessante, ma non di facile lettura ed in alcune parti un po’ noioso.


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