lunedì 28 gennaio 2013

Blake Griffin

Non ha tiro. Vero, solo in parte. E’ un dato di fatto che sia tuttora il più grande difetto di Griffin, a livello offensivo. Non si parla di tiro da tre punti, quello oggettivamente chissenefrega, tra le altre cose. Si parla di piazzato dai cinque metri, quello che tutti ad inizio partita gli concedono sapendo che tra il tentare la fortuna con il suo tiro frontale o dargli spazio per permettergli di portarsi a casa il ferro, la dignità ed un paio di vergini in prima fila forse è meglio puntare la prima

(Cit. buzze beate blog)

lunedì 21 gennaio 2013

Le Donne

Comprendere le donne? Io non lo farei. Le donne si capiscono solo tra di loro, e di solito si odiano a morte.
Emix

Film Horror

Perché nei party (inteso come gruppo di persone) dei film horror c’è sempre quello che fuma la ganja ed è il supersimpa? Pensateci bene. C’è sempre quello che, nei viaggi nella laguna infestata, nella palude della morte, nel campeggio costruito sopra a un cimitero indiano in cui seppellivano gli scalpatori professionisti, si porta dietro il bong. Solitamente è quello che capisce tutto prima degli altri. E solitamente muore quasi sempre per penultimo**. Tenetelo bene a mente quando dovrete sostenere la legalizzazione in una discussione: la sopravvivenza durante un’apocalisse zombie è un’argomentazione difficile da smontare.


lunedì 14 gennaio 2013

Cloud Atlas

Cloud Atlas prende The Tree of Life di Malick e gli dà due ceffoni da capogiro, così, senza nessuna particolare ragione, puro bullismo cinematografico. Mentre lo fa, strizza l’occhio all’Inception di Nolan, che magari ci scappa una pomiciata.
Drink!

domenica 6 gennaio 2013

Io ci sto – Rivoluzione Civile made Antonio Ingroia


Si può ufficialmente affermare che il bipolarismo Italiano è definitivamente morto, non più Centro Destra (PDL+Lega) contro Centro Sinistra (PD+SEL), ora alla battaglia politica si aggiunge il movimento 5 stelle ed il quarto polo. Il primo composto da un agglomerato di partiti uniti dal montismo dilagante nei moderati italiani, il secondo nato come idea rivoluzionaria ma arenatosi nel dispotismo Grillesco e l’ultimo ennesima novità scaturente dalla crisi politica italiana.

Come potete capire facilmente dal titolo di questo post, voglio soffermare la mia attenzione sul movimento arancione, poi divenuto “Io ci sto” ed ora “Rivoluzione Civile”. Non voglio disquisire sulla legittimità od opportunità che un magistrato, nel caso di specie Ingroia, si candidi alle elezioni politiche, quello che voglio capire è un asse politico che mi riporta alla mie origini, e diciamolo, dopo aver votato Renzi alle primarie, ne avevo proprio bisogno :-D.

Più di una volta avevo sognato una rivoluzione intellettuale che avesse come obiettivo quello di cambiare una volta per tutta il volto di questo paese, ebbene, detto fatto, Antonio Ingroia, una delle persone per cui nutro maggior stima, si erige a portavoce di un movimento che rispecchia alla perfezione quello in cui credo, un movimento che brama la giustizia sociale, la ridistribuzione del reddito, il sostegno ai meno abbienti, la condanna fera e granitica ai soprusi, ecc… E per fare questo mira alla società civile, a personaggi di spicco e di pregio della nostra, oramai tristemente, italietta, con i politici rilegati ad una funzione di contorno.

Ovvio, non tutto è perfetto, discutibile è l’appoggio a Di Pietro, meglio sarebbe stato non creare un nuovo movimento ma confluire in un centro sinistra più aperto e maggiormente disposto a mollare il cadreghino (sarebbe stato bello vedere Ingroia partecipare alla primarie del PD con queste idee e non credo che il risultato sarebbe stato così scontato) ma soprattutto, ad oggi, non esiste ancora un vero e proprio programma, ma solo un manifesto (che potete trovare qui: Manifesto); sicuramente è troppo presto per giudicare, ma secondo me i presupposti sono buoni quindi non ci resta che sperare.

Comunque vada è difficile credere che un movimento così socialista, anche se questa parola non è ben vista in Italia per colpa del Garofano Tunisino, possa sfondare in Italia, anche a causa dei tempi strettissimi che aggravano il percorso della neonata forza politica. A me non resta che sognare e sperare, d'altronde la sociologia ci insegna che in un momento di crisi economica, causata da una destra irrazionale e lasciva e risolta, a discapito dei più deboli, da un banchiere tecnocrate, ad espandersi ed a crescere dovrebbero essere dei movimenti sociali (per maggiori info guardare al di là delle Alpi), ma lo sapete voi e lo so pure io, l’Italia non è un paese normale.

Chiudo con un estratto del discorso fatto da Ingroia:

In nome di questa Costituzione io sono qui e la domanda che vi faccio è "Voi ci state?".


L'Italia è un paese ammalato di ingiustizia, la giustizia è troppo lenta e da troppo tempo aspettiamo una riforma che non preservi i potenti. L'Italia è un paese senza memoria ed un paese senza memoria è un paese senza futuro, abbiamo bisogno di aria pulita, abbiamo sete di giustizia anche sociale perchè i poveri sono sempre più poveri. Per trasformare questo paese non servono salvatori della patria ma dall'impegno di ognuno. Per cambiare questo paese bisogna cambiare la classe dirigente. Io mi metto a disposizione di questo progetto e ci metto la faccia, dobbiamo osare e per osare ci vuole una rivoluzione pacifica, civile e per farla ci volete sopratutto voi, se aspettiamo sul fiume rischiamo di veder passare il cadavere dell'Italia e non dei nostri nemici.


Al pduista Cicchitto non rispondo, a Berlusconi, padrone del partito creato per regolare i rapporti con la mafia, non rispondo. Ci attaccano perchè hanno paura, hanno paura della giustizia, delle persone con la schiena dritta, è questa è la nostra forza.


Falcone fece una scelta simile quando andò al ministero e lo criticai, ma, col senno del poi, aveva ragione lui, la battaglia della verità va combattuta su più fronti non soltanto in un avamposto giudiziario. Non dobbiamo avere più paura delle falsità dei falsari, se io fossi stato un Pm politicizzato lo dimostrino riguardo alle indagini che ho svolto. Il Sig. Dell'Utri è stato condannato in tutti i gradi di giudizio, sfido chiunque a dimostrare che io abbia orientato le indagini. L'On Orlando del PD dice che i Pm che indagano sui politici non devono candidarsi, quindi il PM debole con i politici che non li indaga può candidarsi e gli altri no?


Il ventennio berlusconiano ha manipolato il senso delle parole, per troppo tempo la politica è stata uno sterile gioco fra le parti e si è perso di vista il suo vero significato e cioè quello di mediare nell'interesse comune.


I principali responsabili della situazione attuale sono Berlusconi e Monti. E’ arrivata l'epoca della società civile, dobbiamo usare la nostra indignazione per cambiare il paese, noi non siamo per l'antipolitica ma siamo per una politica diversa.
Io ci sto ma tutti ci devono mettere la faccia, comincia a nascere oggi un nuovo polo che non è ne terzo ne quarto, perchè non siamo secondi a nessuno. Noi vogliamo andare al di là per diventare concreta alternativa ma abbiamo bisogno di un passo in avanti della società, abbiamo bisogno di associazioni, sindacati, cittadini e di partigiani della costituzione. Il primo a cui mi rivolgo è Maurizio Landini, “capisco perchè non ti sei impegnato in prima persona ma noi abbiamo bisogno di un tuo passo in avanti, le nostre battaglie sono le tue”. Anche a Luigi Ciotti chiedo di fare un passo in avanti come lo ha già fatto Gabriella Stramaccioni. Chiedo un passo in avanti anche a Salvatore Borsellino e alle agende rosse e vorrei vedere le donne di "Se non ora quando" riempire il parlamento.
Per fare la rivoluzione civile abbiamo bisogno della società civile in prima fila, quindi dico agli amici politici presenti “vi vogliamo al nostro fianco e vogliamo da voi dei passi incontro alla società civile per stimolarla ma questo è il momento dei cittadini”. A voi leader chiedo un atto di servizio e di responsabilità.


Dobbiamo osare, apriamo il libro dei sogni, non vogliamo un polo giustizialista e manettaro. Il vizio del capitalismo è la divisione ineguale dei beni le politiche europee della austerità applicate da Monti sono ingiuste, ingiuste perchè colpiscono sempre i più deboli sempre gli stessi. Sconfiggere il neoliberismo è possibile ristabilendo il primato della politica, non sono i mercati che ci devono governare. Sono stati cancellati i diritti dei lavoratori, calate le retribuzioni, dicevano che così facendo sarebbero arrivati gli investimenti, li avete visti?


Occorre una nuova politica antimafia mirata a eliminarla non a contenerla, scuola, università e sapere sono un investimento e non un costo.


L'Italia deve riacquistare il suo ruolo in Europa e nel Mondo, il consesso mondiale deve produrre pace e disarmo quindi vogliamo un sensibile taglio alle spese militari. Bisogna eliminare tutte le leggi ad personam tutte le pastoie per garantire un diritto penale classista.


La mia idea personale, condivisa con gli ispiratori del manifesto, è che con Bersani e col PD bisogna confrontarsi, in quanto molti suoi elettori hanno le nostre stesse idee, ma se il PD vuole proseguire sulla stessa strada ad oggi intrapresa, noi non ci stiamo. Non voglio sottrarmi al confronto con il movimento 5 stelle perché costituisce una novità politica e demonizzarlo è sbagliato, ma caro Beppe Grillo, a volte usi toni troppo alti, che cosa dobbiamo fare di questo paese, vogliamo continuare a rottamare o vogliamo cominciare a costruire?


Noi vogliamo costruire un governo davvero alternativo alle politiche di Monti se ci state possiamo fare davvero questa rivoluzione civile.

sabato 5 gennaio 2013

Era meglio morire da piccoli?


My rating: 1 of 5 stars
Devo essere sincero ed onesto nel dire che mi sono apprestato alla lettura di questo libro solo perché l’ho trovato gratis e speravo di passare alcuni momenti in allegria essendo un fan del comico milanese di origine emiliana. Devo, però essere altrettanto sincero nel dire che questa raccolta di monologhi non mi è per nulla piaciuta. Troppi i riferimenti astratti che mal si addicono ad una lettura e che meglio si amalgamano con uno spettacolo, troppo personalizzati i monologhi perdendo, in mancanza della mimica attorea, molto della loro verve comica.
In sintesi un libro scadente che non consiglio a nessuno.


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