mercoledì 30 luglio 2014

"Mr. Europa"

Sarunas Jasikevicius ha deciso di appendere i pantaloncini al chiodo. Il suo palmarès recita:

4 Campionati vinti in giro per l'Europa
8 Coppe Nazionali
4 Euroleage
1 Oro ed 1 Bronzo agli Europei
1 Euroleague Final Four MVP
2 All-Euroleague First Team
1 MVP degli Europei di pallacanestro


Ma di lui rimarranno sempre impressi quella faccia da schiaffi, quegli occhi glaciali, quell'atteggiamento da sbruffone e sopratutto quella capacità innata di predicare basket.



Si ritira a 38 anni il più grande palymaker europeo che abbia mai visto


giovedì 17 luglio 2014

Il Poz e la NBA

L'esperienza americana di Gianmarco Pozzecco si raccontano leggende pazzesche inizia e finisce nell'anno del Signore 2001. Il Poz dopo i complimenti ricevuti da Sua Maestà il Basket Tim Duncan dopo il McDonald’s Open di due anni prima (“Quel ragazzo coi capelli rossi mi ha impressionato”, disse Duncan con espressione pozzettiana), sbarca alla Summer League. In un training che precede la stagione, il Poz ha il piacere di giocare a Chicago contro Jordan e pare sia riuscito anche a rubargli un pallone. Leggenda narra che, in realtà, la palla stesse uscendo e Jordan si fosse tuffato oltre la linea per rimetterla in campo, dove, proprio in quel momento, la ricevette il play italiano che partì in contropiede. Poco importa, per gli amanti delle statistiche, il tabellino del Poz segna 1 alla voce “stolen”, diventando l’unico italiano di sempre ad aver “rubato” palla a His Airness. Altra leggenda vuole che Il Poz si fosse lamentato vivacemente per un fallo non ravvisato. Il tecnico della panchina avversaria, gli si avvicina con presunzione e gli dice “Taci! Questa è la Nba!”. Passano pochi secondi, il Poz conquista palla, fa un arresto e tiro da 8 metri e nella palestra risuona un sibilo inconfondibile: ciuff. Il pubblico applaude la prodezza, Poz si avvicina di nuovo al tecnico e muovendo tre dita gli risponde “Ma guarda un po’, questa vale tre punti anche qui?”. Il pubblico raddoppia l’applauso e l’uomo bianco di Trieste diventa il nuovo idolo del far west americano. Pozzecco impressiona col suo basket iversoniano (se ne accorgerà Iverson stesso di lì a qualche anno…), ne mette 21 in una amichevole contro gli Spurs ma il suo caratterino non gli favorisce lo sbarco oltreoceano.


Red Shoes Are Back

Finalmente, dopo un'infinità di anni, l'Olimpia Milano è di nuovo sul trono di spade del basket italiano.

Ora tutti a rosicare ed a dire: "beh, facile, si sono comprati tutti i giocatori più forti di Siena". Partendo dal presupposto che questo, di per se, non è un reato, e che, da che mondo e mondo, una squadra vince se compra i giocatori più forti, occorre ricordare che i tanto lodati ex senesi, nelle Finals, non hanno minimamente dominato... anzi... Hackett è stato per lunghissima parte della serie un debito, Moss non segnava neanche in una vasca da bagno e non avrebbe tenuto neanche il mio primo passo e Kangur vedeva il campo col binocolo.

Per questo motivo, mi pare assurdo svilire in questo modo la vittoria dell'Olimpia. Non solo, considerare come ininfluenti i vari Gentile, Melli, Jerrels, Langford, Samuels, ecc... oltre che essere sbagliato è da folli. E' vero, l'Armani sta antipatica perché è ricca, potente e cattiva; ed è altrettanto vero che la favola della provinciale che batte la potenza economica è molto affascinante e fa sognare, ma se alla fine viene fuori che  il principe non è poi così tanto azzurro forse sarebbe il caso di aprire gli occhi e smetterla di sognare favole che non esistono.

Ok, siamo d'accordo, l'Olimpia negli ultimi anni ha sperperato una quantità di soldi senza costruire un progetto concreto, senza pianificare, limitandosi a raccogliere figurine, ma non vedo perché questo, ora, debba delegittimare la sua vittoria. Sicuramente può far ridere e sorridere, è un bel argomento da barzelletta, ma ora che si è vinto giù il cappello senza se e senza ma. E' troppo facile dire prima "con tutti quei soldi non sono capaci a fare una squadra vincente" e poi "certo che hanno vinto... con tutti i soldi che hanno".

In chiusura non si può non parlare dei vinti. Sicuramente dispiace vedere tutti quei tifosi in lacrime, ma, in un mondo normale e civile chi sbaglia paga. Per onestà intellettuale sarebbe il caso di smetterla di santificare in continuazione la Mens Sana degli 8 scudetti di fila, perché se si gioca con le carte truccate, c'è poco da beatificare. Finiamola di cantarne le lodi gridando "era una squadra fortissima con la mentalità vincente... le beghe giudiziarie non contano nulla", perché altrimenti è un po' come giustificare e dare ragione a chi da anni continua a dire "ma noi gli scudetti li abbiamo vinti sul campo".

venerdì 11 luglio 2014

Io piuttosto che giocare con una squadra così...

 
Io piuttosto che giocare con una squadra così mi guardo ininterrottamente le migliori difese di Belinelli e i migliori assist di Hackett 
Io piuttosto che giocare in quella squadra mi metto la canotta di Stonerook e vado con Crespi a vedere il Palio di Siena
(Bonny)

lunedì 7 luglio 2014

Alessandro Gentile


"la NBA è l'aspirazione di tutti, anche se io ho sempre detto di non essere un fan sfegatato della pallacanestro americana. Tanti vedono nella Nba l'eccellenza assoluta, io non penso che sia così. Ci sono parecchi fuoriclasse, è vero, ma a me sembrano tali soprattutto dal punto di vista fisico. A livello tecnico non mi pare che la qualità individuale sia così superiore a quella europea. Tanto che io sono cresciuto guardando più Eurolega che NBA."
Alessandro Gentile