mercoledì 30 luglio 2014

"Mr. Europa"

Sarunas Jasikevicius ha deciso di appendere i pantaloncini al chiodo. Il suo palmarès recita:

4 Campionati vinti in giro per l'Europa
8 Coppe Nazionali
4 Euroleage
1 Oro ed 1 Bronzo agli Europei
1 Euroleague Final Four MVP
2 All-Euroleague First Team
1 MVP degli Europei di pallacanestro


Ma di lui rimarranno sempre impressi quella faccia da schiaffi, quegli occhi glaciali, quell'atteggiamento da sbruffone e sopratutto quella capacità innata di predicare basket.

Si ritira a 38 anni il più grande palymaker europeo che abbia mai visto

giovedì 17 luglio 2014

Red Shoes Are Back

Finalmente, dopo un'infinità di anni, l'Olimpia Milano è di nuovo sul trono di spade del basket italiano.

Ora tutti a rosicare ed a dire: "beh, facile, si sono comprati tutti i giocatori più forti di Siena". Partendo dal presupposto che questo, di per se, non è un reato, e che, da che mondo e mondo, una squadra vince se compra i giocatori più forti, occorre ricordare che i tanto lodati ex senesi, nelle Finals, non hanno minimamente dominato... anzi... Hackett è stato per lunghissima parte della serie un debito, Moss non segnava neanche in una vasca da bagno e non avrebbe tenuto neanche il mio primo passo e Kangur vedeva il campo col binocolo.

Per questo motivo, mi pare assurdo svilire in questo modo la vittoria dell'Olimpia. Non solo, considerare come ininfluenti i vari Gentile, Melli, Jerrels, Langford, Samuels, ecc... oltre che essere sbagliato è da folli. E' vero, l'Armani sta antipatica perché è ricca, potente e cattiva; ed è altrettanto vero che la favola della provinciale che batte la potenza economica è molto affascinante e fa sognare, ma se alla fine viene fuori che  il principe non è poi così tanto azzurro forse sarebbe il caso di aprire gli occhi e smetterla di sognare favole che non esistono.

Ok, siamo d'accordo, l'Olimpia negli ultimi anni ha sperperato una quantità di soldi senza costruire un progetto concreto, senza pianificare, limitandosi a raccogliere figurine, ma non vedo perché questo, ora, debba delegittimare la sua vittoria. Sicuramente può far ridere e sorridere, è un bel argomento da barzelletta, ma ora che si è vinto giù il cappello senza se e senza ma. E' troppo facile dire prima "con tutti quei soldi non sono capaci a fare una squadra vincente" e poi "certo che hanno vinto... con tutti i soldi che hanno".

In chiusura non si può non parlare dei vinti. Sicuramente dispiace vedere tutti quei tifosi in lacrime, ma, in un mondo normale e civile chi sbaglia paga. Per onestà intellettuale sarebbe il caso di smetterla di santificare in continuazione la Mens Sana degli 8 scudetti di fila, perché se si gioca con le carte truccate, c'è poco da beatificare. Finiamola di cantarne le lodi gridando "era una squadra fortissima con la mentalità vincente... le beghe giudiziarie non contano nulla", perché altrimenti è un po' come giustificare e dare ragione a chi da anni continua a dire "ma noi gli scudetti li abbiamo vinti sul campo".