mercoledì 27 agosto 2014

La lotta di classe dopo la lotta di classe

La lotta di classe dopo la lotta di classeLa lotta di classe dopo la lotta di classe by Luciano Gallino
My rating: 4 of 5 stars

Su consiglio di Nicolò “Bonny” Bonora mi sono dedicato alla lettura di questo libro di Luciano Gallino nel quale vengono illustrate le conseguenze economiche di un sistema creato dai più ricchi e che ha elevato la diseguaglianza a ideale di sviluppo (lo so, il solito libro da frikkettone di sinistra).

Questo libro è strutturato come un intervista che Paola Borgna fa all'illustre sociologo piemontese nel quale si ravvisa un ininterrotto atto di accusa all'opinione dilagante secondo la quale le classi sociali sono uno schema interpretativo, e persino una realtà, superata dalla storia. Per il professore piemontese questa visione è il risultato di un’egemonia consolidata da parte della classe sociale vincente, quella che lui, per lo più chiama, semplicemente, “ricchi”.

Gli effetti di questa lunga egemonia sono che, per via di grande varietà di meccanismi (tutti fondamentalmente riconducibili alla perdita di ruolo del lavoro, in favore del capitale già accumulato) i redditi si sono redistribuiti dal basso verso l’alto. Dunque la “classe operaia” (ovvero coloro i quali lavorano con prevalente impiego di attività fisica e svolta alle dipendenze di qualcun altro) e la “classe media” (coloro i quali lavorano con prevalente impiego di attività intellettuale e/o non alle dipendenze), sono stati progressivamente marginalizzati nella distribuzione delle ricchezze prodotte dal sistema economico. Chi se ne è avvantaggiato è la “casse dei renditieri”, cioè quella di chi non vive principalmente del proprio lavoro ma del frutto dei propri capitali.

E' sicuramente un libro di non facile lettura, che fa parecchio incazzare e che esprime un pensiero che può anche non essere condiviso, ma, sicuramente, merita di essere letto.

“in questo momento, come scrive Warren Buffet, la lotta di classe esiste, e la sua classe la sta vincendo. Il nostro obiettivo immediato è dimostrargli che ha torto”.


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martedì 26 agosto 2014

Il Re abdica ancora


Premetto di essere un Lebron Heater di prima generazione, infatti, già in tempi non sospetti non ho mai nascosto la mia avversità verso questo giocatore. Sicuramente un atleta straordinario dotato di una forze e di un talento strabordante; dote superata solo dalla sua boria e dalla sua arroganza. Supponenza che è arrivata sino a sfidare ed a forzare, già in tenera età, il confronto con His Airness; perché diciamocelo, quel numero 23 era una sfida aperta. La decision e tutto quello che ne è conseguito non ha fatto altro che confermare quello che già sostenevo da tempo, ha mostrato un uomo dal talento smisurato che non è in grado di vincere, che non ha le capacità di "spostare" e che non può reggere il confronto al quale lui stesso si è sottoposto.

Ed ora ci risiamo, la barca sta affondando ed il Prescelto è sempre il primo a saltare nella scialuppa di salvataggi come uno Schettino qualunque. Non venitemi a parlare di scelta di cuore o di storia romantica, Lebron si è limitato a scegliere la squadre che poteva garantirgli il massimo salariale (cosa che gli Heat non potevano fare) e con buone possibilità di vincere l'anello. L'unica differenza è stata che questa volta chi ha gestito le sue pubbliche relazioni lo ha fatto in maniera più oculata, facendo passare l'ennesimo tradimento, l'ennesimo proclamo a vuoto (ve lo ricordate tutti "Not One, Not Two, Not Three, ecc...) e l'ennesima rincorsa alla gioielleria come una scelta romantica.




lunedì 18 agosto 2014

Teoria Creazionistica

Per i teologi, i dinosauri non sarebbero mai esistiti e i fossili non sono altro che tracce lasciate dal Signore per confondere la nostra mente, un po’ come la fisica quantistica, la genetica molecolare e il porno gratis su internet

Diecimila.me

martedì 5 agosto 2014

Noé

del resto è QUI che tutto ha avuto origine, è stato il diluvio universale della notte dei tempi a ispirare gli inferni di cristallo e le avventure del Poseidon e le albe del giorno dopo di quest’ultimo secolo, e allora perché lamentarsi? Integralisti rabbiosi a parte, c’è qualcuno che pensa che Ray Winstone spietato capotribù o i giganti di pietra tolkieniani DANNEGGINO LA CREDIBILITÀ di una storia che parla di un cataclisma divino e di un tizio che ficca tutti gli animali del mondo in una megacassapanca galleggiante perché gliel’ha ordinato DIO IN SOGNO? E allora! Che volino le mazzate ed esplodano i mordiroccia, che piovano meteoriti e che Anthony Hopkins si renda ridicolo bevendo tè allucinogeno e passando i secoli a raccogliere le bacche da terra

 i 400 calci